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Consorzi di bonifica ora si cambia

21/05/2009



Una vera rivoluzione. Per l’agricoltura e per i suoi enti regionali. Un cambiamento di notevole portata per i Consorzi di Bonifica, per l’Arbea, per l’Alsia e per i Distretti rurali.È il disegno di legge sulla «Razionalizzazione delle strutture amministrative regionali a servizio dello sviluppo rurale lucano» messo a punto dal Dipartimento Agricoltura della Regione e approvata ieri dalla Giunta regionale lucana. Un provvedimento complesso che ridefinisce in maniera decisiva il ruolo, le competenze e gli impegni delle diverse strutture. In particolare, il progetto prevede che i Consorzi di Bonifica restino tre divisi tra i diversi territori: il Vulture, il Metapontino e la Val d’Agri - Senisese. Così come tre restano i Consigli dei delegati che saranno composti da 15 membri di cui 12 eletti dall’assemblea e 3 membri di diritto, nominati dalla Regione, scelti tra amministratori di Comuni, Province e Comunità locali. Nonostante il numero ampio di componenti, però, ad avere diritto a compensi per l’espletamento dell’incarico saranno solo il presidente ed i due vice-presidenti. Un «taglio alle spese» quindi, a cui si aggiunge anche l’accor pamento di uffici tecnici e strutture amministrative che così potranno usufruire di una direzione unica. Una gestione unitaria dei servizi - da realizzare entro i sei mesi dall’entrata in vigore della legge - dunque che sarà raccolta in un piano il cui obiettivo sarà quello di «individuare modalità di gestione unitaria, il risparmio energetico, e la tempistica di attuazione». «Il Piano - si legge nella legge - dovrà agevolare l’esodo di personale e l’inquadramento dei ruoli consortili del personale operaio in servizio presso i Consorzi con almeno 151 giornate annue, in servizio da almeno 5 anni nei limiti del proprio organico variabile e della sostenibilità finanziaria» .
Insomma, un meccanismo che permetterà di risolvere anche il problema dei precari.
A ciò si aggiunge anche la possibilità per gli enti di diventare erogatori di energia e non solo di acqua e di servizi attraverso la realizzazione di impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. «Si è trattato – ha commentato l’assessore regionale all’agricoltura, Vincenzo Viti – di un lavoro straordinario che è stato possibile per l’impegno del dipartimento e delle organizzazioni professionali. Stiamo elevando – ha aggiunto – il profilo delle scelte in materia di legislazione». Per il presidente della Giunta regionale, Vito De Filippo, «l'obiettivo è quello di assicurare una maggiore efficienza dei servizi in agricoltura e, al contempo, un consistente risparmio di risorse pubbliche».
Una legge importante ma anche attesa, dunque, che permetterà di razionalizzare e di rafforzare i servizi a favore del sistema agricolo ed alimentare. Ma i tempi di attuazione quali saranno? Quanto servirà perché la legge possa diventare operativa? Dalla Regione assicurano tempi brevi. La parola, infatti, ora passa al Consiglio Regionale che orà dovrà approvare la nuova normativa.

Antonella Inciso
La Gazzetta del Mezzogiorno



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