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| «I lavori della galleria mi hanno rovinato la casa e ora devo vivere in camper» |
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19/05/2009 |
| LAGONEGRO. «O la casa o la galleria». Per le perizie non ci sono alternative. Per salvare quella casa posta sopra l’autostrada non bisogna fare la galleria, o viceversa se si vuole fare la galleria bisogna demolire la casa. I tecnici riconoscono che a rendere pericolante l’abitazione del giovane artigiano di Lagonegro, Pasquale Tortorella, sarebbero stati i lavori dell’autostrada. La colpa, però, non sarebbe delle trivellazioni ma della paratia preparatoria alla realizzazione della galleria vera e propria che avrebbe abbassato la montagna provocando una stagnazione della acque. Questo unito alle forti piogge di quel periodo avrebbe fatto il resto. Per salvare la casa sarebbe necessaria una palificazione di 20 metri, ma la galleria passa a 15. Ne consegue che o si salva la casa oppure si fa la galleria. Pasquale Tortorella è disperato. Il «terremotato» dell’autostrada ha già perso casa e lavoro.
Il Comune in questi giorni gli ha notificato un’ordinanza di sgombero che comprende anche il piano terra dove l’ar tigiano aveva il laboratorio per la realizzazione di infissi in alluminio. Un dramma nel dramma per Pasquale che ora è costretto a vivere con la sua famiglia (la moglie e due figlie di 10 e 11 anni) in un camper datogli un amico. «Come faccio ora che non ho più la possibilità di guadagnare il pane per i miei figli?». Pasquale ha le lacrime agli occhi. «Mi è crollato il mondo addosso. Ho visto tanti anni di sacrifici andare in fumo. La mia famiglia è scossa per quello che è successo. Ora quattro persone siamo costretti a vivere in meno di dieci metri quadrati. La colpa è sicuramente dei lavori. Il mio augurio – conclude - è che a capo di Sis e Anas vi siano uomini e padri di famiglia che comprendano il mio dramma». Oggi udienza in tribunale per decidere se i lavori devono fermarsi oppure andare avanti.
di Pino perciante
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
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