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Nell'arsenale "di carta" anche le segnalazioni contro gli altri ristoratori

17/05/2009



Che la parte più “appetibile” della vicenda dell’arresto di P.P., l’ex maresciallo dell’aeronautica militare, fermato pochi giorni fa a Senise (e ancora ai domiciliari), fosse la corposa documentazione cartacea rinvenuta nella sua abitazione, non c’era dubbio. E non poteva essere altrimenti, visto che in quei fogli potrebbero esserci davvero tutti: dagli amministratori locali, alle forze dell’ordine; da semplici cittadini, a esercizi commerciali e ricettivi. Perché se “la collezione privata” di armi da guerra ha fatto scalpore, meglio faranno le “memorie” conservate nell’arsenale di carta del “maresciallo dei Cappuccini”. Le lettere, le denunce e il resto del materiale raccolto in ben 4 scatoloni è in questi giorni al vaglio degli investigatori, che presto accederanno anche alle memorie dei personal computer sequestrati.
Intanto cominciano a venire fuori le prime indiscrezioni. Hanno a che vedere con quella che potrebbe apparire fin da subito come una massiccia attività denigratoria, quasi un accanimento, contro le attività commerciali di Senise e non solo. Se venisse confermata la pista che vuole quelle segnalazioni provenire dalla stessa fonte, il “corvo” dimostrerebbe di avercela proprio con tutti: ristoranti, agriturismi, bar. La modalità sembrerebbe sempre la stessa: la stesura e il successivo invio di documenti anonimi ad organismi deputati al controllo. Come il caso di un ristorante contro il quale, qualche anno fa, era stata fatta una segnalazione (anonima) per un presunto abuso edilizio. I controlli c’erano stati e l’abuso era stato dimostrato essere inesistente. Anche quella denuncia comparirebbe tra la documentazione rinvenuta a casa dell’ex maresciallo. Ispezioni riguardo a presunte assunzioni irregolari e controlli sulle condizioni igienico-sanitarie, sarebbero i contenuti di altri documenti. Addirittura alcune strutture sarebbero state segnalate perché avrebbero avuto “la colpa” di lavorare troppo per cerimonie private (matrimoni, compleanni e comunioni) pur non avendone l’idoneità. La fonte di queste segnalazioni si sarebbe preoccupata di inviare i documenti a tutti gli organi di controllo, sia regionali che extra-regionali.
“Un uomo da solo contro tutti”, si potrebbe pensare. Ma c’è già chi sarebbe pronto a scommettere che in quella che alcuni hanno già ribattezzato la “fabbrica dei veleni”, esista una catena di montaggio più complessa, una ragnatela, fatta anche solo di passa parola, di informatori e di beneplaciti.



Mariapaola Vergallito



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