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| Arresto Senise: nell’ordinanza la storia della donna «minacciata» |
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14/05/2009 |
| E’ iniziato l’esame della documentazione cartacea sequestrata nell’abitazione di P. P., arrestato martedì scorso per possesso illecito di armi da fuoco. Gli inquirenti dovranno lavorare un bel po’ per leggere e analizzare tutto il materiale (quattro scatoloni di carte), tra cui figurerebbero anche alcune delle lettere anonime “diffamatorie” diffuse due anni fa durante la campagna elettorale per le amministrative di Senise. Se P possa essere in qualche modo collegato a quelle lettere (di cui non è stato mai accertato l’autore) è ancora presto per dirlo. A maggior ragione è difficile dire se vi siano collegamenti con le lettere anomine che giravano a Senise durante l’amministrazione Petruccelli quando a Palermo fu negata un’autorizzazione per delle varianti urbanistiche legate alla sua attività. I militari hanno sequestrato anche i computer dell’ex maresciallo dell’aeronautica che potrebbero dare un mano alle indagini in questo senso. L’ordinanza del pubblico ministero di Lagonegro, Claudio Basso, ipotizza anche il reato di estorsione a carico di P. “Se non ritiri la vertenza devi sparire da Senise” – si legge nell’ordinanza. Una frase che Palermo avrebbe pronunciato nei riguardi di una sua ex dipendente che aveva in carico quando gestiva il bar dell’istituto scolastico Sinisgalli di Senise. Sempre alla stessa donna, in un’altra circostanza, avrebbe detto: “Firma la busta e ritira la vertenza perché lo sai che ho le armi a casa”. Un'altra volta i due si sarebbero casualmente incontrati in un bar sulla “Sinnica” e P. avrebbe poggiato la pistola sul bancone sempre a mò di minaccia. Un episodio simile sarebbe avvenuto in un altro locale pubblico dove P. si trovava a cena con amici mentre la donna lavorava. Questi episodi li avrebbe raccontati agli investigatori la stessa donna. L'incontro “sulla superstrada “Sinnica” sarebbe avvenuto lo scorso 16 aprile, mentre quello avvenuto nell’altro locale pubblico risale al 29 aprile.
Pino Perciante
La Gazzetta del Mezzogiorno |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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