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Il Grottino diventa «doc»? Il traguardo è vicinissimo

30/04/2009



Il Grottino Doc? Non ancora, ma presto lo sarà. Il rinomato vino di Roccanova si appresta, infatti, a fregiarsi della Denominazione di origine controllata dopo l’ultimazione dell’esame della pratica da parte del «Comitato nazionale Vini». Manca a qualche piccolo dettaglio, ma l’ambito riconoscimento è in dirittura d’arrivo. Tant'è che l’apposito organismo, che ha sede presso il Ministero delle Politiche Agricole e forestali, ha fissato per oggi a Roccanova l’audizione pubblica, atto che precede il decreto di assegnazione della Doc. Un iter che sta per arrivare a conclusione dopo quasi tre anni dalla presentazione della pratica che è stata più volte integrata con nuova ed ulteriore documentazione, soprattutto quella attestante i riconoscimenti che il buon vino Grottino, Igt dal marzo del 2000, ha saputo conquistarsi nel corso di questi anni nelle vetrine anche internazionali come il Vinitaly e non ultimo la medaglia d’argento ottenuta nel 2008 nell’ambito del concorso nazionale «la Selezione del Sindaco» promosso dall’Associazione nazionale delle «Città del vino» di cui Roccanova fa parte. Forte dunque di questi riconoscimenti che sono in realtà attestazioni di qualità e bontà per il prodotto tipico del posto , il Comitato per la Doc non aspetta altro che poter brindare a questa nuova etichetta che è sinonimo di qualità e che fa sì che il «Grottino di Roccanova» entri nell’olimpo dei vini regionali: diventi la quarta Doc di Basilicata. Un vino pronto ad aggiungersi all’or mai rinomato «Aglianico» del Vulture, Doc dal 1971, alle «Terre dell’Alta Val d’Agri» e al recente «Matera» Doc. Certi, dunque, di questo ottenimento i promotori della richiesta. A cominciare dall’ amministrazione comunale che, insieme al Dipartimento agricoltura e sviluppo rurale della Regione Basilicata, all’Alsia e ai viticoltori roccanovesi, ha sempre sostenuto la richiesta della Doc «non perché - è stato sottolineato in più occasioni - il precedente riconoscimento dell’Igt andasse stretto al “Paese del vino”, ma perché oggi sono maturi i tempi per andare oltre, più avanti e guardare ad una maggiore specificità che in questi anni il Grottino ha saputo conquistarsi». Il riferimento è senz'altro alla ricerca da parte dei produttori di quegli aspetti peculiari di un territorio particolarmente vocato alla viticoltura che tra le proprie cultivar può vantare alcuni vitigni autoctoni che si sta cercando di valorizzare poiché conferiscono al vino di Roccanova una selezione naturale che è sinonimo di qualità e particolarità . Aspetti che non sono certo sfuggiti all’esame del Comitato nazionale Vini che di sicuro ha tenuto conto della forte caratterizzazione storica e culturale che il Grottino ha sul territorio di Roccanova che sin dalla notte dei tempi si è identificato con la cultura del vino e delle grotte caratteristiche, alcune risalenti al 1700, in cui viene invecchiato e conservato.



ANDREA LAURIA
La Gazzetta del Mezzogiorno



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