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| Quiz errati alla Regione Basilicata |
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26/04/2009 |
| Nove quiz sbagliati su 400. Un buon risultato se non fosse che lo sbaglio non è stato fatto dall’esaminato nel fornire le risposte, ma dall’esaminatore ne formularle. Lo sbaglio, infatti è quello fatto nei concorsi per le «progressioni verticali» alla Regione. Chi, cioè, è stato assunto in una categoria più bassa (si parte dalla A) può provare il salto in quella di livello superiore (il massimo è la D). Per farlo deve sottoporsi ad una selezione in cui bisogna dimostrare di avere le competenze giuste per transitare nella nuova e più alta qualifica. Ebbene nove quiz sui 400 previsti per la selezione di passaggio dalla categoria C alla D sono sbagliati, e lo stesso è avvenuto per altri due, della selezione per salire dalla B alla C. Totale 11 quiz errati. E la cosa è ancora più grave se si considera che, a differenza degli esaminati, non solo chi ha selezionato quei quiz aveva la libertà di proporre quelli su cui era più ferrato, ma aveva anche la disponibilità di verificare le risposte, magari su internet, come fatto per verificare che l’errore ci fosse. E che l’errore c’era lo ha dovuto certificare la stessa Regione, per evitare che la selezione, già indetta per il 6 maggio, potesse saltare. Così sullo stesso sito che aveva annunciato la selezione è comparsa la mesta scritta: «Nel ringraziare per le segnalazioni effettuate in merito alle anomalie riscontrate in alcune domande inserite nei questionari pubblicati il 16 aprile 2009, si comunica ai candidati impegnati negli esami per le progressioni verticali che, a seguito di ulteriori verifiche, sono da ritenersi cancellate dalle banche date i seguenti quesiti (segue l’elenco)». Esclusi, insomma, da quelli tra cui saranno sorteggiati i quiz da utilizzare per il concorso. «Ci sono quesiti malformulati più che sbagliati - aggiunge il direttore delle risorse umane della Regione, Pasquale Monea, raggiunto a telefono - e anche se non è normale, considerato il numero possiamo definirlo fisiologico. È successo anche in altre selezioni non lucane. In ogni caso abbiamo scelto di eliminare quelle domande e di andare avanti per evitare i blocchi imposti dal decreto Brunetta. E in ogni caso apprezzo la serietà dei candidati che, accortisi degli errori, ci hanno segnalato la cosa». Lo stesso Monea rimanda a dopo l’accertamento delle responsabilità. Ma appena scoperto l’inghippo ha convocato la società di Matera che ha curato la selezione dei quiz. Perchè quelle domande sbagliate non sono state frutto degli uffici regionali, ma di una «società specializzata», appositamente pagata. «Iperspecialisti» che, alla prova dei fatti, il concorso non lo avrebbero superato. Ma vediamoli alcuni di questi errori. I «cervelloni», fanno ancora eleggere il presidente della Regione dai consiglieri, ignorando l’elezione diretta introdotta dalla riforma del Titolo V della Costituzione. E lo stesso avviene in caso di dimissioni del presidente: non si torna al voto - secondo gli esperti - ma si convoca il consiglio regionale per eleggere il successore. E il quiz in questione non solo fa riferimento a una norma superata, ma ne sbaglia anche il numero. In un altro caso viene coniata u n’inedita «maggioranza all’unanimità», ancora si vara il modello contrattuale basato su «tre tipi di contratto: quadro, compartimentale e decentrato), si fa firmare il contratto, per conto dello Stato, alla Corte dei Conti, si attribuiscono competenze di una categoria di lavoratori a un’altra, e si sbaglia addirittura un’ar ticolo della Costituzione. E poi altri casi in cui le «risposte multiple» contengono varie opzioni esatte, a volte anche 3 su 4. Tutti bravi, in queste condizioni, tranne chi quelle domande le ha formulate. Così un solo quesito resta senza risposta: era proprio necessario chiamare (e pagare) superconsulenti esterni per questi risultati?
Giovanni Rivelli
La Gazzetta del Mezzogiorno |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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