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| Concorso di Idee per Piazza della Visitazione a Matera |
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23/04/2009 |
| L’esposizione pubblica dei diversi progetti presentati per dare soluzione architettonica ed urbana alla Piazza della Visitazione rappresenta un’occasione che la nostra collettività può utilizzare per avviare quel processo di reale partecipazione alla cosa pubblica affinché le scelte della pubblica amministrazione siano conosciute e condivise dai cittadini.
“Riteniamo, infatti - esordisce il presidente degli architetti materani, Eustachio Vincenzo Olivieri - che il Concorso, in tutte le sue forme, possa essere utile strumento di dibattito. La città di Matera potrà centrare l’obiettivo ambizioso di proporsi come modello culturale e civile se riuscirà a mettere al centro delle sue politiche l’attivazione concreta del processo virtuoso di riqualificazione urbana e dell’ambiente fondato sulla qualità delle nuove architetture, necessaria per rilanciare e far primeggiare la nostra città nella competizione internazionale propria del turismo culturale qualificato”.
I concorsi , se svolti in maniera esemplare e virtuosa, rappresentano la migliore delle soluzioni per poter avere la maggior probabilità di ottenere delle costruzioni pubbliche di qualità.
“Per riuscire ad attuare un tale cambiamento di mentalità –continua Olivieri- sono necessarie una volontà politica forte che crede nella qualità architettonica e che la difende e una presa di coscienza comune che l’architettura è d’interesse pubblico. Nel confermare, allora, la disponibilità del nostro Ordine alla più ampia collaborazione e al dialogo su questo argomento rivolgiamo l’invito affinché codesta Amministrazione possa aprire un confronto ampio sul tema della Piazza della Visitazione anche ricorrendo ad un sondaggio di gradimento che possa essere un ulteriore elemento di arricchimento nella individuazione delle scelte”.
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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