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| Energia, la Basilicata presto indipendente |
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22/04/2009 |
| Entro il 2020 la Basilicata raggiungerà l’autosufficienza energetica, principalmente con la produzione da fonti rinnovabili (il 60 per cento dall’eolico e il 20 dal solare fotovoltaico, per un totale di 2.778 Gigawatt/Ora annui) e la razionalizzazione dei consumi, attraverso l’attuazione del Piano di indirizzo energetico ambientale (Piear), approvato oggi dalla giunta regionale.
Il Piear, illustrato nel pomeriggio a Potenza, nel corso di un incontro con i giornalisti, è «uno dei primi provvedimenti di questo tipo in Italia – ha detto il presidente della giunta regionale della Basilicata, Vito De Filippo – che si riferisce al settore pubblico e a quello privato, con una produzione di energia di qualità e sostenibile, da cui escludiamo categoricamente il nucleare».
Attualmente sul territorio lucano si producono 489 Gigawatt/Ora da fonti rinnovabili, da impianti con una potenza installata di 282 Megawatt, che aumenteranno fino a 1.720 Megawatt entro il 2020. È prevista inoltre l’installazione di pannelli fotovoltaici sui tetti degli edifici pubblici e la riduzione dei consumi e della bolletta energetica.
I PROGETTI
«Punti fermi del documento sono la sostenibilità ambientale del progetto e la previsione di impianti ad alta tecnologia, ma soprattutto - ha sottolineato De Filippo - e un 'no' deciso al nucleare». Si parte dall’attuale produzione lucana di energia, di cui solo un terzo (489 Gigawatt) deriva da fonti rinnovabili: entro il 2020 i Gigawatt aumenteranno a 2.778, per un terzo dall’eolico. Le cosiddette “pale” non potranno però essere installate in aree protette, archeologiche e a rischio sismico, e solo in zone con una velocità media annua del vento non inferiore a cinque metri al secondo. Spazio anche a biomasse, idroelettrico ed energia solare, con pannelli che saranno installati sugli edifici pubblici fino a produrre, nel 2020, 359 Megawatt dai fotovoltaici, e incentivi alla bioarchitettura. Il Piear, infine, prevede la realizzazione, in Val d’Agri, di un Distretto energetico per lo sviluppo della ricerca e dell’innovazione del settore, con la creazione di un “centro permanente di formazione” e l'insediamento di imprese specializzate nell’impiantistica e nella componentistica. |
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