HOMEContattiDirettoreWebTvNewsNews SportCultura ed Eventi

 

 

Moliterno: presentazione dell’opera di Rubino “L’iconografia dell’ascensione”

22/04/2009



Per gli appuntamenti dell’ undicesima settimana della Cultura verrà presentata oggi nella Bibliomediateca Giacomo Racioppi (ore 19.00) uno studio-tesi di Antonio Rubino sui medievali affreschi dell’’Ascensione di Cristo custoditi nella Chiesa rurale della Madonna del Vetere. La ricerca di Rubino (che è anche responsabile editoriale del mensile locale “Rivivere”) parte analizzando l’Ascensione dal punto di vista delle scritture sacre (nelle quali viene sancito la fine della permanenza del Dio- Cristo in mezzo agli uomini e, al contempo, l’inizio della storia della Chiesa e della missione apostolica del cristianesimo) e della teologia medievale ( secondo la quale l’Ascensione esalta il Cristo che sale al cielo e sconfigge la morte). Lo studio prosegue analizzando l’iconografia medievale dell’Ascensione nel lessico ellenistico ed orientale nei decori monumentali, nelle cosiddette arti suntuarie e nelle chiese dell’Italia centro-meridionale (tra le altre la Chiesa di San Vito di Montecorvino Pugliano nel salernitano, la Chiesa della Grotta delle Fornelle a Calvi Vecchia nel casertano, la Chiesa di Sant’Angelo in Asprano a Roccasecca in provincia di Frosinone). La terza parte della tesi è tutta dedicata alla ricostruzione storica e all’analisi iconografica della rappresentazione ascensionale nella calotta “absidale” della cappella di Moliterno. Affresco che ha una datazione incerta tra il tredicesimo e quattordicesimo per mano di autore ignoto. Sull’accertamento anche di studi precedenti (tra i quali vanno segnalati quelli di padre Daniele Murno degli inizi degli anni settanta del secolo scorso), Rubino conferma che l’affresco della Madonna del Vetere, benché si presenti in dimensioni ridotte rispetto all’originale, costituisce “una delle poche attestazioni medievali dell’area dell’alta Val D’Agri” visto che sono andate perse del tutto le pitture del monastero greco di S. Angelo al Raparo e rimangono dei residui nella cattedrale di Anglona e nella Chiesa di San Michele di Marsico Nuovo. Lo stile artistico degli affreschi è di inclinazione bizantina, dalle figure si possono riconoscere con certezza due angeli e i volti di San Pietro e San Giovanni evangelista, mentre dai restanti frammenti di pittura si può presumere che il Cristo non fosse seduto su un arcobaleno, ma sul trono come nella Majestas Domini. Ma secondo Rubino ciò che rende originale l’affresco della cappella è l’assenza della figura della Vergine Orante e di San Paolo nonché l’assoluta espressività dei volti umani e il decorativismo in cui sono contenute le figure. Sul mistero di chi realizzò l’affresco di certo si può affermare – secondo Rubino - che l’autore è un “pittore di provincia che più che propria arte ha un suo mestiere e delle proprie inclinazioni”. Un frescante che sicuramente conosceva lessici e caratteristiche dell’arte Meridionale dell’epoca. Oltre all’autore presenteranno lo studio sulle pitture della Chiesa della Modaonan del Vetere, il sindaco di Moliterno, Angela Latorraca, l’assessore alla cultura Mimmo Mastrangelo e i sacerdoti Don Domenico Petrocelli e Don Domenico Mastrangelo.



ALTRE NEWS

CRONACA

9/06/2026 - Controlli dei Carabinieri su 106: monitorati i flussi dei braccianti stranieri
9/06/2026 - Grano duro, anche la Basilicata in piazza a Bari con Cia
8/06/2026 - Esame di Maturità 2026: prove, calendario e nuove regole del II ciclo
8/06/2026 - Montescaglioso: sospensione idrica e chiusura scuole per guasto alla condotta

SPORT

9/06/2026 - Presentato a Roma l'Appennino Bike Tour Festival
9/06/2026 - Viggiano capitale dell’inclusione: si chiude con successo la Final Four di Coppa Italia
7/06/2026 - A Montesano lo slalom tricolore è di Miglionico. Vittoria per il pilota lucano davanti a Vinaccia e Venanzio
6/06/2026 - Il MiniBasket in Piazza approda sul lungomare di Policoro

Sommario Cronaca                                  Sommario Sport

Non con i miei soldi. Non con i nostri soldi
di don Marcello Cozzi

Parlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua



 



Agoraut - Associazione culturale di informazione territoriale - P.Iva: 01673320766 - Copyright© lasiritide.it - Webmaster: Armando Arleo