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| Sisma, medico lucano denuncia burocrati |
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22/04/2009 |
| «Lo dico a chiare note: ad aggravare la nostra situazione sono i politici e la burocrazia, che ci tagliano le gambe». Rosalia Pavia, medico lucano, tra i responsabili della tendopoli allestita nel parcheggio della Finmek, ha gli occhi cerchiati e un’aria quasi disfatta. La tendopoli è quella che finora ha avuto i disagi maggiori perché le cucine sono insufficienti, i bagni scarsi e il maltempo di questi giorni certamente non aiuta. «Noi facciamo del nostro meglio – ammette quasi desolata la Pavia che gestisce con 45 altri volontari il campo della Protezione Civile della Basilicata – ma i burocrati ci appesantiscono la vita. Non è possibile riorganizzare i servizi quando si è ancora in emergenza. Siamo subissati di richieste da parte di Provincia e Comune, cose che in questa fase solo un burocrate che vive dietro una scrivania può concepire». In questi giorni stanno partendo richieste come servizi anagrafici, per censire i campi, o la pubblica sicurezza nei campi: «Ma in questa tendopoli in 45 dobbiamo assistere 600 sfollati – prosegue la dottoressa Pavia -; cominciano i primi casi di asma, il meteo sarà pessimo per i prossimi tre giorni e tra le tende dove piove diventa inaccettabile quello che in una casa propria neanche si nota». Però una nota lieta per i 600 sfollati della tendopoli Finmek è che parte dei pasti sarà assicurata dalla Croce rossa mentre erano in corso i lavori per risistemare i tre bagni e le quattro docce a disposizione degli sfollati.
Antonio Massaro
La Gazzetta del Mezzogiorno |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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