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| Da settembre nelle scuole lucane circa 900 docenti e addetti in meno |
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18/04/2009 |
| Un «bollettino di guerra». È’ quello dei tagli alla scuola lucana. Un bollettino che prevede una vera e propria scure su classi e insegnanti, con perdita di posti di lavoro e riflessi sulla qualità dell’inse gnamento.
È quello che emerge dagli ultimi dati sui riflessi che la riforma Gelmini avrà in regione, illustrati ieri a Potenza, nel corso di un incontro con i giornalisti a cui hanno partecipato il segretario regionale della Basilicata del Partito Democratico, Piero Lacorazza, il responsabile lucano dell’Anci per i piccoli comuni, Nicola Valluzzi, il dirigente del terzo circolo scolastico di Potenza, Francesco Villani, e l’insegnante Daniele de Scisciolo.
Un quadro a tinte fosche che prevede che nel prossimo anno scolastico in Basilicata saranno tagliati circa 727 posti di lavoro, di cui 166 nella sola scuola primaria. A questo numero, poi, dovranno aggiungersi i 264 posti di docente in meno che si avranno nella scuola media e i 230 che sono previsti negli istituti secondari. Dati significativi se si considera anche che a livello nazionale ad essere tagliati saranno 42.102 posti, divisi rispettivamente in 9968 cattedre per la scuola primaria, 15.542 per la scuola media e 11.374 per la scuola secondaria.
In provincia di Potenza è previsto un taglio di 129 posti, sulla base delle autorizzazioni al funzionamento di 574 classi a tempo normale (su 639 attive in questo anno scolastico), 421 per il tempo pieno (423 attuali) e 73 pluriclassi (su 74 del 2008-2009). In provincia di Matera, inoltre, sono state autorizzate 12 classi per il tempo pieno su 37 richieste, con una perdita di 89 posti per la scuola primaria. «Per ogni due alunni che non si sono iscritti c’è la perdita di un posto di lavoro di un docente e del personale Ata - commenta Valluzzi - In 32 comuni c’è poi il problema delle pluriclassi. Il che significa la fine dell’istruzione pubblica egualitaria. Per questo bisogna aggiungere che la primaria va difesa ovunque, mentre si può ragionare sulle medie e sulle superiori». Insomma, una situazione difficile che diventa ancor più grave se si considera che i tagli decorreranno già dal prossimo mese di settembre. Pochi mesi, quindi, prima che le scuole riaprano con meno insegnanti e meno classi in quasi tutti i comuni della regione.
Antonella Inciso
La Gazzetta del Mezzogiorno |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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