|
| Senise: alla ricerca del medico perduto |
|---|
17/04/2009 |
| SENISE - Se il medico non va dai pazienti, sono i pazienti che vanno dal medico. L'antico adagio si è realizzato giovedì mattina a Senise, nel poliambulatorio Asl di via Amendola. Invero più che di pazienti, nel caso specifico si trattava di alcuni utenti in attesa di conseguire la certificazione sanitaria per il rilascio del nulla osta del porto d'armi. Condizione necessaria per realizzare tale obiettivo era la visita psichiatrica, per la quale gli ignari utenti si erano messi disciplinatamente in fila a partire dalle otto e trenta del mattino, in attesa del proprio turno di prenotazione. Dopo le undici, quando cominciava a serpeggiare qualche malumore, la ferale notizia: lo psichiatra non può venire, il tutto è rimandato alla prossima settimana. E' stato in quel momento che il pacifico gruppo ha inscenato una vera e propria protesta, richiedendo a gran voce l'intervento dei responsabili della struttura. Al dirigente di Lauria, contattato telefonicamente, è stato spiegato che alcuni degli utenti in attesa, residenti in Lucania ma domiciliati nel nord Italia, non avrebbero potuto tornare la prossima settimana e che in tal modo sarebbe stato reso vano il lungo iter previsto dalla Questura di Potenza per il rilascio del nulla osta. Una procedura particolarmente complessa e costosa, non prevista in altre regioni, che per la detenzione di armi prevede nell'ordine: la frequenza a pagamento di un poligono di tiro, per il rilascio del relativo certificato al maneggio delle armi; l'esame del sangue per accertare i livelli di alcolemia; l'esame delle urine per escludere la presenza di tracce di anfetamine, di cannabinoidi, di cocaina o di oppiacei; il certificato anamnestico del medico di fiducia; i versamenti in danaro all'Asl e l'acquisto di marche da bollo; la visita oculistica; la visita psichiatrica, con contestuale test psicologico da sostenere davanti allo psicologo. Il tutto per conseguire la certificazione finale davanti all'ufficiale sanitario del posto. Normale e giusto, si dirà, per chi voglia cimentarsi con le armi, in un poligono da tiro, in una riserva di caccia o addirittura per difesa personale. Meno comprensibile per chi, come i malcapitati utenti domiciliati a Firenze e Bologna presenti al poliambulatorio senisese, l'obiettivo era solo quello di detenere nell'armadietto di casa come cimelio il vecchio fucile da caccia ereditato dal padre o dal nonno. Per loro, il vero spauracchio era quello di non ottenere l'agognato certificato psichiatrico entro i tre mesi di validità degli altri certificati, obbligandoli a ricominciare l'odiata odissea dalla casella di partenza. La protesta ha però sortito l'effetto sperato: il compromesso raggiunto è stato quello di accogliere entro le ore 14 gli sfortunati utenti a Lauria, dopo che la gentile psicologa presente a Senise aveva dato la sua disponibilità ad effettuare il lungo test psicologico sfrondando gli aspetti formali. E' stato in tal modo che il gruppetto, ultimati i circa cinquecento test della prova psicologica, si è messo in viaggio in direzione di Lauria, sperando di arrivare entro l'ora stabilita. L'ultima prova, come riferito dall'ardimentoso nucleo di coraggiosi, è stato quello di individuare la porta d'ingresso dell'Ospedale di Lauria. Con gli attuali lavori in corso, pare sia stato quello il test psicologico più insidioso e temuto.
Giuseppe Panzardi
Il Quotidiano della Basilicata |
CRONACA
SPORT
|
Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
 |