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| Storie di Pasqua: il grande cuore di Angela e di Genzano |
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12/04/2009 |
| Un ponte per l'Etiopia. Una mano d' aiuto per chi non ha nulla. È' la gente dell'Etiopia. I bambini in particolare. Non hanno medicinali, non hanno vestiario, non hanno scarpe, i loro piedi sono pieni di piaghe. L'alimentazione è scarsa. La sofferenza laggiù è di casa. Chi ha potuto rendersi conto della difficilissima situazione in cui versa quella popolazione è una geologa di Genzano.
Angela Ertico ha raccolto il grido di dolore e la richiesta d'aiuto che viene da Dire Dawa, la comunità dove lei è stata inviata per lavoro. Al suo ritorno a Genzano ha investito di questo grande problema l'associazione «LiberaMente», un organismo a cui fanno capo 26 iscritti che si muovono promuovendo cultura, tradizioni e soprattutto aiuti per chi soffre. «E da qui - come ci dice Rossella Fracchiolla, presidente dell'associazione - è partita un'autentica gara di solidarietà per aiutare la popolazione africana in grandissima difficoltà. Oltre al ricavato della vendita di un calendario con immagini di quella terra, ci siamo impegnati grazie al supporto di sanitari e medici della zona nel reperire materiale, strumentazione e farmaci per l'ospedale di Dire Dawa».
«Il risultato - continua Fracchiolla - è stato straordinario - abbiamo infatti raccolto materiale oftalmico. Misuratori di pressione, apparecchi per la glicemia, kit per il diabete e medicinali vari. Tutta questa roba è stata consegnata personalmente dalla nostra amica Angela al dottor Tesfaye Bahru dell'ospedale di quel centro. Lo stesso medico ha gradito molto questi doni scrivendoci una lettera in cui oltre che ringraziarci ha sottolineato che si tratta di dispositivi e medicine ad uso oftalmico di cui hanno grande bisogno nella guardia medica dell'ospedale. Una promessa che è diventata realtà. ha detto il medico».
«Noi non ci fermeremo - conclude - perchè quelle popolazioni hanno davvero bisogno di tutto a cominciare dal latte in polvere al riso. Il problema dell'alimentazione è davvero serio. Il nostro impegno proseguirà anche nell’immediato futuro».
Antonio Massaro
La Gazzetta del Mezzogiorno
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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