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| Imprenditori lucani. Siamo abbandonati |
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9/04/2009 |
| «Perdete ogni speranza, o voi che entrate in crisi». La Basilicata vista con gli occhi degli imprenditori è una specie di inferno dantesco. Il commento, scherzoso ma mica poi tanto, espresso da uno degli associati di Confindustria Basilicata, ieri pomeriggio alla sala Inguscio all’in - contro tra gli industriali delle aree di Val Basento e Tito Scalo e la Regione, la dice tutta sull’umore degli industriali lucani, in attesa di risposte concrete su una serie di punti riepilogati, in apertura dei lavori, dal presidente dell’organizzazione Attilio Martorano in apertura dei lavori. L’accusa è una sola: la Basilicata è ancora ferma al palo per l’emanazione di misure a sostegno della crisi industriale. In particolare Martorano ha sottolineato cinque aspetti: la legge sulla competitività, per la quale ancora non è stato presentato alcun bando, il piano della ricerca, che, secondo la denuncia di Confindustria imporrebbe un rapporto di eccessiva dipendenza tra imprese e centri di ricerca della regione, la riforma dei consorzi industriali, non più rinviabile, il piano energetico regionale, che non è ancora operativo, la bonifica dei siti inquinati, che viene vista come un ulteriore vincolo allo sviluppo.
«La Regione - ha commentato Martorano - è in prima linea tra quelle meridionali per gli interventi di solidarietà sociale, ma non fa nulla per eliminare le ragioni della povertà: sostegno al credito, sostegno alle imprese, velocizzazione della pubblica amministrazione». La Regione Basilicata, rappresentata dal presidente De Filippo e dalla giunta quasi al completo, ha assicurato che gli interventi ci saranno, e a breve, a partire da un fondo di garanzia a sportello di 20 milioni di euro finanziato con le royalty del petrolio, che dovrebbe essere attivato entro fine aprile. Sempre entro fine mese saranno approvati il piano energetico e il disegno di legge sulla riforma dei consorzi industriali, con l’eliminazione dei consigli di amministrazione e la gestione affidata ad un amministratore unico. Il varo della riforma entro agosto. Risposte che, però, non hanno soddisfatto fino in fondo gli imprenditori lucani, alle prese con i piccoli e grandi problemi di ogni giorno.
Qualche esempio? La Fulltexil, azienda della Val Basento che produce coordinati di biancheria per il settore alberghiero, ha dovuto rifiutare una commessa del Club Med, perché ha già fatto forti investimenti e non riesce ad ottenere i finanziamenti per acquistare un nuovo macchinario. la Sudelettra Group, di Matera, azienda del settore metalmeccanico, che deve fare i conti ogni giorno con le difficoltà ad interloquire con una macchina della pubblica amministrazione elefantiaca. La Videtta Antonio Snc, azienda di infissi e serramenti, che non può ingrandirsi perché il lotto di sua proprietà a Tito Scalo fa parte di un sito inquinato di interesse nazionale e dovrà pagare i costi della bonifica. Tante facce di una stessa medaglia, che gli imprenditori percepiscono come uno scollamento totale tra il mondo della produzione e quello della programmazione. Per questo, al termine della riunione, molte sono le facce deluse. Un commento per tutti, quello di Alessandro Videtta, della Videtta Snc: «Ci stanno proponendo un contentino, quando va cambiato totalmente il modo di pensare».
Giovanna Laguardia
La Gazzetta del Mezzogiorno |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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