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| Golenali Senise: da novembre ancora si attende incontro con Regione e Demanio |
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5/04/2009 |
| Alla fine del 2008 sembrava che la pluriennale questione legata ai terreni golenali di Senise potesse presto giungere ad una conclusione: prima in Giunta e poi in Consiglio Comunale era stato deliberato un documento che esprimeva la ferma volontà da parte degli amministratori di giungere gioco forza ad una risoluzione, con la Regione Basilicata e con il Demanio. Poi, però, la conferenza fissata per il 27 novembre scorso e tanto attesa, era stata rinviata. L'incontro doveva essere l'occasione per tracciare un primo cronoprogramma da seguire per cercare di trovare una soluzione all'annosa vicenda dei terreni golenali lungo il fiume Sinni . Il rinvio era stato causato dall'impossibilità di una delle parti in causa nella questione, ad essere presente all'incontro che, da quanto appreso in quei giorni, sarebbe slittato solo di pochi giorni. “Abbiamo sollecitato più volte la Regione- spiega l’assessore comunale all’agricoltura Luigi Viviano- affinché convocasse un altro incontro, ma finora non è accaduto nulla”. E nel frattempo, l’amministrazione comunale aspetta ancora di essere convocata da chi di competenza perché almeno si cominci a parlare di una problematica di sicuramente non facile risoluzione e affinché gli enti preposti si adoperino ad assegnare in via definitiva i terreni mediante provvedimenti tesi a legittimare il diritto di piena proprietà privata in favore degli attuali assegnatari e che il provvedimento non comporti alcuna spesa per il Comune di Senise .
Le terre lungo il fiume Sinni, bonificate negli anni della costruzione della diga e affidate in custodia a molti agricoltori che hanno ceduto i loro campi all’invaso, potrebbero essere, a seconda dei casi, assegnati agli agricoltori. Perché ad oggi e dopo venti anni, di quei terreni ancora gli agricoltori sono solo custodi e, per questo, non possono accedere ad incentivi o finanziamenti in grado di portare crescita e sviluppo.
Quello che in definitiva prevedeva il Progetto Senise degli anni Ottanta. La risoluzione di questo problema è fondamentale per pensare ancora ad un possibile sviluppo dell’agricoltura del territorio. Gli ettari recuperati furono 109. Di questi 45 lotti ciascuno di 2 ettari fu affidato agli agricoltori; 2 lotti da 7 ettari a cooperative; 1 lotto da 5 ettari per “Progetto Speciale”.
Mariapaola Vergallito
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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