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«Informare la popolazione sugli effetti del petrolio»

4/04/2009



«Dare una corretta e chiara informazione in primis alla popolazione su quello che è la situazione Parco e petrolio». Domenico Totaro, commissario straordinario del Parco dell'Appennino Lucano-Val d'Agri- Lagonegrese, apre la conferenza stampa svoltosi alla masseria Crisci di Montemurro, con un'idea precisa: «informare correttamente su quello che è lo stato dell'arte del Parco», rispetto anche all'incontro ufficiale tenutosi nei giorni scorsi con l'Eni e il suo staff. La “partenza” è «la salute dei cittadini e dell'area protetta». E lo si fa. In che modo? «Accelerando alcuni processi di conoscenza su quello che c'è nel Parco. Oltre a fare una ricognizione generale». Alla base il rapporto di trasparenza e chiarezza con obiettivo finale «migliorare complessivamente le attività del Parco, esaltando tutte le specificità e dando spazio al Piano di sviluppo complessivo per tutelare le migliori risorse dell'area protetta ». La puntualizzazione è che in base alle «norme stringenti nell'area protetta non sono permessi attività di ricerca e estrattive». «Su questo - riferisce l'ingegnere Totaro - ci siamo fatti carico di avanzare alcune richieste all'Eni, la quale ha dato ampia disponibilità a collaborare».
Richieste: «la cartografia dell'ubicazione dei pozzi presenti nel Parco con relativa indicazione catastale; i provvedimenti autorizzativi e gli estremi della data di effettivo entrata in esercizio, descrizione del sistema di monitoraggio ambientale messo in campo, centraline ubicate, le misurazioni e le grandezze. Dati misurati per lo menoa partire dal momento in cui è stato istituito il Parco». «Un quadro chiaro - specifica il commissario - con una banca dati che ci può portare a una proposta di confronto sulla quale l'Eni e l'intero staff ha dato ampia prospettiva di dialogo e collaborazione». Inoltre il contributo è l'attivazione di «un tavolo qualificato di confronto permanente con le altre istituzioni che hanno competenza sulle tematiche trattate (Ispra, Regione Basilicata, Arpab, Cnr, Agrobios, Enea)» «per apportare miglioramenti per far si che l'area rimanga protetta, senza comprometterne il suo cammino». Valutazione e esaltazione delle risorse naturali, iniziando dalle zone sensibili Sic e Zps. Un percorso per arrivare alla giusta lunghezza d'onda per porre il Parco ad un'area di eccellenza. Ed non ultimo il chiarimento per tutti che «il Parco c'è e d'ora in poi l'attenzione sarà alta per la tutela dell'area, per la riqualificazione e per il turismo verde». La speranza è che «dopo il 2 Maggio - aggiunge l'ingegnere Totaro - che il rapporto con la Regione Basilicata sia più armonioso e disteso, con l'augurio di trovare una giusta sintonia per la crescita del Parco».

Angela Pepe
Il Quotidiano della Basilicata



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