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| Il Leonardo non è un autoritratto |
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4/04/2009 |
| Dopo il petrolio lucano, il Mantegna lucano, la Coca Cola lucana, ecco il Leonardo lucano. Ovvero un suo ipotetico nonché leccatissimo e cupo (auto)ritratto, rinvenuto in Basilicata e del quale, da un pò, si dibatte con perseveranza. Ieri, a Roma, presso il Palazzo Senatorio in Campidoglio si sono presentati i primi risultati delle analisi scientifiche preliminari, tendenti a fornire informazioni sulla datazione e la provenienza della indecifrabile tavola riproducente le sembianze del volto dell'immenso scienziato toscano. Tavola che era lì, in tutta la sua torbida essenza. «Di sicuro possiamo escludere che il quadro sia stato realizzato da Leonardo - svela, tra il clamore generale, Alessandro Vezzosi, direttore del Museo Ideale di Leonardo, a Vinci - però il suo ritrovamento riapre il dibattito sulla veridicità del volto ». Vezzosi ha compiuto diverse ricerche, sia sul tema dei ritratti di Leonardo che sulla presenza del genio nell'Italia meridionale, giungendo a molte riscoperte. L'immagine in questione raffigura l'artista a tre quarti e con il cappello, come nell'”autoritratto” degli Uffizi (considerato tale per ben due secoli fino a quando, nel 1938, una radiografia ne smentì definitivamente l'attribuzione). Ora, su questo “Leonardo lucano” si tratta di appurare se sia precedente o successivo a quello fiorentino. «Se ne devono accertare la datazione, la provenienza e l'autore - aggiunge Vezzosi - Ma bisogna anche capire quale può essere stata la fonte originale di questa fisionomia leonardesca. […] E' stato fatto, tra l'altro, il nome di Cristofano dell'Altissimo come possibile autore». Le indagini, al momento, evidenziano, con tutta probabilità, che «l'età del reperto sia contenuta nella seconda metà del XV secolo». Ma occorreranno ulteriori esami. Soprattutto per quanto riguarda la presenza, sotto lo strato dipinto, di eventuali lavori preparatori o raffigurazioni d'altra natura. Poi, c'è quella scritta intrigante: «PINXIT MEA». Dicitura che appare, sul retro della tavola, vergata specularmente - cioè alla Leonardo - ma in lettere stampatello. Per cui Vezzosi non può far altro che dichiarare: «si tratterebbe di una beffarda aggiunta postuma». L'incontro romano, inoltre, è stata degna vetrina per presentare una mostra - a Vaglio di Basilicata, dall'8 aprile al 31 agosto - con oltre 40 opere di pittura, scultura e incisione e con 20 tra facsimili ed esami scientifici, che analizzano l'iconologia e le tipologie del volto di Leonardo attraverso cinque secoli. Evento imperdibile, perché promana dal temporaneamente chiuso Museo Ideale di Vinci, del quale Vezzosi è direttore.
Damiano Laterza
Il Quotidiano della Basilicata |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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