|
| Fai Cisl: mobilitazione per la forestazione |
|---|
1/04/2009 |
| “Siamo pronti a mobilitare i lavoratori per ottenere le 151 giornate”.
E' quanto afferma in una nota il segretario generale della Fai Cisl Basilicata, Antonio Lapadula in merito al piano triennale di forestazione.
“Per noi il prolungamento del calendario dei cantieri forestali è un obiettivo primario – dice Lapadula – ma per superare la situazione di stallo che si è venuta a determinare riteniamo che il confronto si debba spostare al tavolo della presidenza della giunta regionale, così come hanno chiesto in una nota congiunta Cgil, Cisl e Uil, perché la questione non è tecnica ma politica.
Lo sciopero è una delle ipotesi che stiamo vagliando per dare una risposta forte – continua Lapadula – e per rimettere in moto il confronto con il governo regionale. Le 151 giornate non sono un capriccio del sindacato ma un obiettivo assolutamente realizzabile e compatibile sul piano finanziario. Si tratta di rendere omogenea la situazione sul territorio, obiettivo che lo stesso vicepresidente Santochirico ha detto di condividere intervenendo al nostro congresso regionale. Ci sono aree della regione, come la Val d'Agri, dove le 151 giornate sono già una realtà. E poi ci sono zone dove le giornate oscillano tra le 101 e le 115. La Regione onori gli impegni altrimenti la risposta non potrà che essere la mobilitazione generale dei 4.500 braccianti forestali”.
Secondo Lapadula la vera sfida è “rendere la forestazione una filiera ambientale moderna e produttiva. La forestazione è un investimento, una polizza sulla sicurezza del territorio.
La Basilicata ha un patrimonio forestale di 300 mila ettari, due parchi nazionali, parchi regionali e aree protette che vanno governate e allo stesso tempo presenta le insidie tipiche di un territorio fragile che necessita di cura e manutenzione. Lesinare oggi sulle risorse da destinare alla forestazione - conclude - e alla tutela dell'ambiente vorrebbe dire spendere di più domani per tamponare gli effetti del dissesto idrogeologico”.
|
CRONACA
SPORT
|
Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
 |