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| Lavoratori forestali dell’Alto Sinni di Chiaromonte sul piede di guerra |
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29/03/2009 |
| Spostato a dopo le elezioni di giugno l’inizio del cantiere forestale. I lavoratori insorgono: «Basta giochetti politici e campagne elettorali sulla nostra pelle». Sono più arrabbiati che mai le maestranze forestali di Chiaromonte, che fanno capo alla Comunità Montana “Alto Sinni” di Senise. Secondo alcuni lavoratori, questi imprevisti succedono chissà perché, sempre in prossimità delle elezioni. «È stato così 5 anni fa, - dicono - e si ripete puntualmente come un orologio svizzero anche quest’anno». Anzi, c’è da dire che quest’anno, per raffreddare gli animi, hanno promesso ai lavoratori altre 30 giornate in più, rispetto alle 102 giornate già esistenti. Su questo i lavoratori non hanno dubbi: «È una campagna elettorale vera e propria». Per i non addetti ai lavori, sembrerebbe quasi un’offerta vantaggiosa, ma, i lavoratori a riguardo hanno più di qualcosa da ridire su questo “strano regalo”. Questo ritardo nell’inizio dei lavori comporta 2 notevoli disagi: Quello della programmazione stagionale e quello dei pagamenti. Iniziare a giugno, significa lavorare appena un mese, per poi bloccarsi a luglio ed agosto per dare spazio al servizio di antincendio. In questi 2 mesi, fermarsi, significa lasciare il paese tra le erbacce, e tra tutti i tipi di vegetazione, che nel periodo estivo non sono proprio il massimo del decoro urbano. Per non parlare di vipere e serpenti vari che trovano in questa folta vegetazione il loro habitat naturale. I braccianti, dopo il riposo estivo (forzato), riprenderanno a lavorare a settembre, e proseguiranno per altri 2 mesi. Con l’aggiunta delle 30 giornate in più promesse, si prevede che il cantiere forestale dovrebbe finire verso la fine di dicembre. Quindi in pieno inverno, quando il cantiere, in teoria, dovrebbe essere già finito da un pezzo. Ma non sono soltanto le temperature rigide che preoccupano i lavoratori. Quello che preoccupa di più, se veramente sarà confermato il mese di giugno come inizio dei lavori, saranno i termini del pagamento. In pratica, terminare il cantiere a dicembre, significa essere pagati, senza esagerare, prima della prossima stagione, vale a dire verso aprile-maggio del 2010, quindi tra un anno esatto, sempre escludendo imprevisti e cavilli burocratici di vario genere. Tutto questo, comporta per i braccianti, una serie di sacrifici economici non indifferenti, se teniamo conto che la loro unica fonte di reddito sono proprio questi 4 mesi l’anno di lavoro. Una presa in giro, che ha costretto un gruppo di lavoratori forestali, a farsi portavoce di questo problema, affinché i politici locali che operano all’interno della Comunità Montana prendano in seria considerazione i problemi portati alla luce dai propri operai, che al quanto irritati dichiarano: «Non vogliamo che questioni strettamente di carattere politico, interferiscano sul nostro lavoro. Noi conosciamo il nostro lavoro, vogliamo continuare a farlo come abbiamo sempre fatto, ma i politici devono smetterla di usarlo per conseguire i loro fini. Per questo, - terminano i braccianti – chiediamo che il cantiere debba iniziare verso la fine di aprile come tutti gli altri anni, altrimenti, insieme a tutte le nostre famiglie per protesta, non andremo neanche a votare».
Lucio Vitale
Il Quotidiano della Basilicata
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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