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Scuola tagliata in Basilicata 700 prof in meno

29/03/2009



Il governo ha fatto la sua parte. La Regione, specie con l’ingloriosa conclusione del piano di dimensionamento delle direzioni, ha voluto metterci del suo nella sarabanda di improvvisazione e confusione. A rimetterci, alla fine, è la scuola. A essere negato il diritto a un’opportunità di istruzione equilibrata e di qualità nelle diverse realtà del Paese. Come effetto di tutto ciò, sono le campane a morto, che ormai si odono sempre più distintamente, per la scuola pubblica. In Italia e nel cortile di casa. In perfetta sintonia con la mutazione genetica che vuole l’estinzione della categoria dei cittadini (e dei diritti di cittadinanza) - così come accadde, un tempo, con i dinosauri - in favore dell’unica specie che si vuole far sopravvivere: quella dei consumatori. Gli acquirenti di merce: anche quando la merce si chiama «sapere».
COLPO AL SUD - Lo «smantellamento» della scuola lucana si tradurrà con il taglio di circa 700 cattedre. Per la Cisl-scuola (riunita in congresso a Rifreddo) «i tagli saranno 900 e si aggiungeranno ai 600 già avvenuti lo scorso anno». Si vuole creare «una scuola differenziata» nel Sud e nei piccoli centri. I danni maggiori riguarderanno le aree più fragili e spopolate: cioé i piccoli comuni del Mezzogiorno. E la Basilicata, regione in decrescita demografica, pagherà più di altri lo scotto. Una denuncia che vede in prima linea l’Anci Basilicata e il coordinatore della Consulta piccoli Comuni, Nicola Valluzzi.
SMANTELL MENTO -C’è ancora chi, in mezzo a questo stato di ipnosi collettiva, prova a sbracciarsi. Il sindacato Gilda degli insegnanti snocciola numeri raccapriccianti: «Il prossimo anno scolastico comincerà in Basilicata con 660 docenti in meno. Un ulteriore taglio è previsto anche per i docenti in sostegno dei portatori di handicap che subiranno una riduzione di organico di 50 unità. Previsto anche un taglio di 14 posti tra i dirigenti scolastici». Governo nazionale dixit in attuazione dell’articolo 64 del decreto Brunetta (decreto legge 112/2008). «Dati - afferma Antimo Di Geronimo (Gilda Basilicata) - che saranno ufficializzati in questi giorni insieme alla circolare sugli organici. Poi il direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale dovrà distribuirli tra la provincia di Potenza e quella di Matera».
I TAGLI - Ecco i tagli, suddivisi scuola per scuola, secondo la Gilda: «nella scuola primaria si perderanno 166 cattedre; nella scuola media ne saranno tagliate 264; nelle superiori verranno cancellati 230 posti di lavoro». La somma fa 660 docenze in meno rispetto a un anno fa. A questa cifra bisogna aggiungere, sempre secondo le stime sindacali, 50 posti in meno sul sostegno a regime dal primo settembre prossimo. Infine è previsto anche il «dimagrimento» delle direzione (in Basilicata l’anno venture ce ne saranno 14 in meno).
MENO ALUNNI - In questa stagione di potatura ad ampio spettro, decresce anche il numero degli alunni lucani. Rispetto allo scorso anno, dal prossimo settembre avremo una diminuzione di 403 alunni nella scuola primaria, 178 nella media e 1.223 nelle superiori. In tutto fa 1.803 studenti in meno. «Un disastro annunciato» commenta Di Geronimo, auspicando che «la Regione Basilicata si decida finalmente a riappropriarsi delle sue prerogative costituzionali impugnando tempestivamente i provvedimenti sui tagli davanti alla Consulta e, se del caso, davanti al Tar del Lazio» «Il primo compito dell’ente regionale - insiste il dirigente della Gilda degli insegnanti - non può che essere quello di difendere gli interessi dei cittadini che vivono e votano in questa regione. Il rischio è lo smantellamento della scuola statale ed esuberi strutturali anche tra i docenti di ruolo».

Mimmo Sammartino
La Gazzetta del Mezzogiorno



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