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| Potenza, sul web le bombe "fai da te" |
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25/03/2009 |
| Divulgavano su internet istruzioni su come realizzare e utilizzare ordigni esplosivi, ma mettevano on line anche manuali multimediali che spiegavano come costruire armi da guerra, attuare attacchi chimici con sostanze batteriologice nocive o pericolose. E’ l'accusa contestata a cinque persone dalla Procura di Catania, che ha disposto perquisizioni in altrettante città italiane. Indagini e controlli sono stati eseguiti dalla polizia postale di Catania, con la collaborazione della Digos, a Roma, Bergamo, Terni, Salerno e Potenza.
Le perquisizioni, disposte dal sostituto procuratore della Direzione distrettuale antimafia etnea Francesco Puleio, hanno portato al sequestro di proiettili a pallettoni, munizioni per armi da guerra, oltre al sequestro amministrativo di due fucili e sette pistole. Trovato molto materiale informatico e cartaceo con istruzioni per la costruzione di ordigni e la manomissione di cabine telefoniche. Durante gli accertamenti sono state denunciate altre due persone per detenzioni di armi. Le indagini non hanno evidenziato collegamenti tra gli indagati ed ambienti politici o terroristici.
Gli indagati, tre disoccupati e due impiegati, con età che vanno dai 20 ai 36 anni, sono di Bergamo, Roma, Terni, Potenza e Salerno. Alcuni di loro, davanti alla contestazione del reato, che è punito con una condanna massima fino a 6 anni di reclusione, hanno ammesso le loro responsabilità senza spiegare però il perchè della loro iniziativa.
La polizia postale di Catania ha già oscurato i cinque siti web realizzati nel 2007 dagli indagati. Quest’ultimi, per quanto emerso fin'ora, non sono collegati tra loro nè avrebbero avuto contatti con gruppi eversivi e terroristici. Ma su questo fronte delle indagini maggiori particolari emergeranno dagli accertamenti che la polizia postale ha avviato su computer, fissi e portatili, sequestrati loro. Uno dei siti web chiusi era intitolato a un presunto "Gruppo della vendetta".
Durante una perquisizione in casa di uno degli indagati gli investigatori hanno anche trovato istruzioni dettagliate e funzionali, vergate a mano su fogli di carta da scrivere, su come manomettere centraline telefoniche di diverse compagnie del settore.
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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