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| Ctr: protesta alla Regione. Ad ore forse una risoluzione |
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24/03/2009 |
| Un sospiro di sollievo per i 55 dipendenti del Ctr di Senise, che dallo scorso mese di ottobre non prendevano lo stipendio, pur recandosi regolarmente al lavoro tutti i giorni e che ieri mattina hanno protestato davanti alla sede della Regione Basilicata. Ad ore, infatti, i lavoratori dovrebbero ricevere le mensilità arretrate di di gennaio e febbraio ed entro la settimana dovrebbe arrivare anche il pagamento degli stipendi di novembre e dicembre. Ne hanno dato notizia Angelo Summa e Giovanni Sarli, rispettivamente della Cgil e della Cisl Funzione pubblica, al termine di un incontro avuto ieri mattina con il direttore generale del dipartimento Sanità, Rocco Rosa.
I 55 lavoratori, che operano in un centro di riabilitazione convenzionato con l’Asl 3, erano rimasti senza stipendio a causa di un «inghippo» burocratico nel passaggio dalle Aziende sanitarie locali alle Aziende sanitarie provinciali: l’amministrazione della ex Asl 3, infatti, non aveva la liquidità necessaria per pagare le prestazioni del centro convenzionato. Un problema risolto dall’impegno della Regione a stanziare cinque milioni di euro per la gestione del passaggio di consegne. Una buona notizia, dunque, per i lavoratori, che in questi mesi, nonostante le difficoltà finanziarie, avevano continuato a svolgere il proprio lavoro, anticipando pure i costi del carburante per le prestazioni di assistenza domiciliare.
I sindacati hanno anche chiesto alla Regione l’istituzione di un tavolo tecnico per monitorare la situazione del sistema della riabilitazione, che in Basilicata mostra diversi segni di sofferenza.
Giovanna Laguardia
La Gazzetta del Mezzogiorno |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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