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| Francavilla: approvata la variante per l'area Pip |
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21/03/2009 |
| FRANCAVILLA SUL SINNI- Il Consiglio Comunale di Francavilla sul Sinni ha finalmente approvato la variante al Piano Attuativo per gli Insediamenti Produttivi, preludio fondamentale per sbloccare l’annosa vicenda legata alla mancata partenza dell’area Pip del comune. Una vicenda che si trascina da decenni, che riguarda direttamente lo sviluppo imprenditoriale di una parte della Valle del Sinni e che in questi giorni sembra sia arrivata finalmente ad una conclusione.
Con l’approvazione della variante, infatti, potranno essere realizzati gli insediamenti produttivi in un’area a specifica destinazione.
Finanziata con circa 2 milioni e 300mila euro, stanziati in parte dai Pit del Lagonegrese-Pollino, in parte dalle casse del bilancio comunale, la zona conta in tutto 25 lotti, di cui 23 destinati ai privati e attualmente tutti assegnati e acquistati. Il problema, però, è che il Comune finora non ha concesso ai privati il permesso a costruire perché a causa di alcune discordanze sulla pianificazione si attendeva la variante al Piano regolatore generale per cambiare gli indici.
L’area Pip francavillese è una chimera produttiva attesa da 25 anni. Un ritardo che ha penalizzato le imprese di Francavilla e dell’area circostante, al punto tale che qualcuna ha preferito la delocalizzazione in altri siti piuttosto che attendere. Ma cosa ci si dovrà attendere adesso?
“Ad oggi- spiega il sindaco Felice Marziale- si tratta di aiutare gli assegnatari dei lotti a realizzare i nuovi insediamenti. Occorre il contributo di tutti, ed in primo luogo quello della Regione Basilicata, che sinora ha mostrato ampia disponibilità. La Regione dovrà dare un ulteriore contributo allo scopo, dando piena attuazione al Programma Speciale Senisese e mettendo in campo anche altri aiuti. Su questo ci contiamo tutti, in primo luogo le imprese e quanti confidano in un incremento della prospettiva di lavoro nelle nostre aree”.
Mariapaola Vergallito
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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