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Basilicata: arriva il garante per i minori

18/03/2009



Tutelare i più piccoli, aiutarli a rivendicare i loro diritti, mediare nei conflitti familiari e soprattutto sostenerli nelle sfide quotidiane. Sono parte della cronaca, storie che si ripetono senza fine. Sono i racconti sui bambini soli e abbandonati, violati e maltrattati che sempre più spesso ci vengono narrati. Vicende per le quali il più delle volte si viene assaliti dalla voglia di aiutarli, da un fortissimo senso di ribellione misto a desiderio di fare. Eppure sino ad oggi di concreto per questi e per tutti i bambini non si è fatto molto. Gli spazi per loro sono pochi, le figure e gli istituti incaricati di vigilare sul loro benessere altrettanto, così come gli organismi deputati a farlo. In questo quadro, però, la Basilicata potrebbe rappresentare «un’isola felice». Un territorio di eccellenza che si candida per essere in prima fila nella tutela dei minori.

Potrebbe, anzi sarà di qui a breve, grazie all’istituzione del Garante regionale dell’Infazia e dell’adolescenza. Una figura importante che la Regione si appresta a varare grazie ad una proposta di legge presentata tempo fa ed ora in dirittura d’arrivo. A sostenerla come prima firmataria l’allora consigliera regionale ed oggi senatrice del Pd, Maria Antezza, seguita dai consiglieri regionali Rosa Mastrosimone (Federazione di Centro), Emilia Simonetti (Partito della Rifondazione Comunista) e Marcello Pittella (Partito democratico). Ora, però, come scrivevamo, la proposta è in dirittura d’arrivo: nei giorni scorsi, infatti, è stata votata all’unanimità dai componenti della Quarta commissione consiliare regionale. Ed ora è in Seconda commissione consiliare in attesa del parere del Comitato tecnico di verifica finanziaria prima di essere approvata dal Consiglio Regionale.
Un iter amministrativo quasi ultimato, dunque, per una legge che rappresenta la prima occasione per affrontare concretamente questi temi. Riempiendo, innanzitutto, un vuoto legislativo in ambito nazionale e assicurando «la piena attuazione di tutti i diritti ed interessi riconosciuti a bambine, bambini, fanciulli e fanciulle presenti sul territorio re gionale».

Ma cosa deve fare il garante? Quali sono i suoi compiti? Come potrà tutelare i minori? Si legge nella relazione: «il garante gode di piena autonomia, è organo indipendente, non sottoposto ad alcuna forma di subordinazione gerarchica e tra le proprie specifiche competenze annovera l’esercizio dei compiti legati all’articolo 12 della Convenzione europea sull’esercizio dei diritti del fanciulli».

Prevista, poi «la promozione sulla base del principio di sussidarietà, di iniziative volte ad affermare la piena attuazione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, anche da parte delle competenti istituzioni regionali e locali, la diffusione di una cultura finalizzata al riconoscimento dei bambini come soggetti titolari di diritti». Nella normativa, inoltre, viene prevista anche da parte del garante «la mediazione nelle situazioni di conflitto che coinvolgono direttamente o indirettamente i minori svolgendo attiovità di ascolto, conciliazione e persuasione nei confronti dei soggetti privati e istituzionali».

E se la tutela dei diritti dei piccoli resta il perno fondamentale di tutta la proposta di legge, in essa non si dimenticano i minori stranieri. Quei ragazzi considerati troppe volte come «fantasmi» che arrivano soli e spesso scompaiono, inghiottiti dal nulla. In questo caso il garante potrà, anche su sollecitazione di associazioni o enti, intervenire in caso di gravi situazioni di rischio o di danno» segnalando i casi ai servizi sociali, sanitari, educativi e di pubblica sicurezza favorendo l’aiuto e il sostegno. Insomma, tutti compiti importanti per segnare una svolta concreta in tema di diritti dei bambini.

ANTONELLA INCISO
La Gazzetta del Mezzogiorno



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