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| "Mancata" bonifica di un'area: ex sindaco di Senise assolto in cassazione |
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17/03/2009 |
| Era stato accusato di aver indebitamente rifiutato di provvedere alla bonifica di un terreno comunale sommerso dai rifiuti; condannato prima dal Tribunale di Lagonegro a 4 mesi di reclusione e poi dalla Corte di Appello a pagare anche le spese processuali, è stato ora completamente assolto dalla Corte di Cassazione. Si tratta della vicenda che vede come protagonista Antonio Gazzaneo, sindaco di Senise dal maggio 2001 (subentrato a Luigi Le Rose) fino al rinnovo dell’amministrazione del maggio del 2002.
I fatti. Nel 2000 un cittadino di Senise aveva comunicato ufficialmente all’allora sindaco Le Rose che nel piazzale antistante lo stabile grezzo destinato e mai diventato sede del Liceo Classico (quello, per intenderci, nei pressi di Largo San Biagio) era presente un deposito abusivo di rifiuti di ogni genere. Lo stabile era anche sede di parcheggio per i mezzi comunali. Subentrato Gazzaneo, nel successivo mese di settembre fa ripulire l’area, che, come spiega egli stesso “non era una vera e propria discarica riconosciuta, ma un deposito abusivo e dunque illegittimo individuato da alcuni cittadini”. Nel mese di maggio, prima della scadenza naturale del mandato, il Noe effettua un sopralluogo in seguito alla lettera del privato cittadino del 2000 e intima l’amministrazione di mettere in sicurezza l’area. “Non trattandosi, come ho detto, di una vera e propria discarica- continua Gazzaneo- ho provveduto a vietare a terzi l’accesso all’area”. La storia sembra conclusa. “Nel 2004- dice Gazzaneo- ad un giorno dalla scadenza della prescrizione, mi viene notificato dal Tribunale di Lagonegro, la richiesta di presentarmi per la sentenza. In Tribunale il cittadino da cui era partita la lettera addirittura ha specificato la mia completa estraneità rispetto a qualsiasi responsabilità. Ma, all’improvviso e senza avere la prova della sua esistenza, esce la notizia di una lettera che io (o chi per me) non ho mai ricevuto e che non risulta in nessun protocollo, con la quale i carabinieri, prima del sopralluogo dei Noe, mi esortavano a bonificare l’area in questione”. Il risultato è la condanna a 4 mesi di reclusione. L’appello sancisce anche il pagamento delle spese processuali.
Gazzaneo, però, non si ferma e si rivolge alla Corte di Cassazione con gli avvocati Enzo Musco e Vincenzo Montagna. “E’ stato evidenziato come, in qualità di sindaco, io abbia sempre adempiuto alle incombenze relative alla gestione delle discariche. Così la IV sezione penali di Cassazione mi ha assolto per insussistenza del reato”.
“Esprimo soddisfazione- conclude Gazzaneo- e la mia fiducia nei confronti della giustizia ne esce rafforzata”.
MpVerg
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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