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Fondi terremoto: c'è l'impegno del Governo ma i soldi mancano

12/03/2009



I soldi non ci sono, i tagli sono indispensabili ma il Governo lascia aperto uno spiraglio. I fondi per il terremoto del 1980 e per il sisma del 1998 potrebbero essere trovati attraverso i Fas. Si tratta, però, di capire quanti soldi servono e come devono essere impiegati.
E’ quanto emerso nel corso di un incontro tra il Governo nazionale e la Regione sulla ricostruzione post- sisma. Un incontro fortemente voluto dal presidente De Filippo e dall’assessore regionale alle Infrastrutture, Innocenzo Loguercio, che ha messo intorno ad un tavolo i rappresentanti del Ministero del Tesoro, dell’ Interno, dell’Economia, delle Infrastrutture e delle Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Al centro della discussione proprio quei fondi destinati ai comuni della Basilicata per ultimare la ricostruzione del sisma. Soldi ritenuti indispensabili dalle varie amministrazioni non solo per ultimare il processo di ricostruzione ma soprattutto per andare avanti. Come nel caso delle compensazioni per i mancati introiti dell’Ici ai comuni colpiti dal sisma del 1998, essenziali per l’approvazione dei bilanci.
Già perché nonostante gli anni trascorsi, nonostante le sollecitazioni dei cittadini, nonostante le proteste dei sindaci quello della ricostruzione post - terremoto è stato e continua ad essere un problema dalla soluzione incerta. Di qui, la decisione di chiedere e ottenere un incontro direttamente con il Governo. Una riunione in cui sono state analizzate quelle che sono le tre priorità della Basilicata nel capitolo sisma: i tagli delle compensazioni Ici (che hanno portato la Regione ad un’anticipazione di 2 milioni e mezzo di euro a favore di 21 comuni), la mancanza dell’ Iva sui lavori del terremoto e i mancati finanziamenti del processo di ricostruzione per il terremoto 80 e per quello nell’area del Lagonegrese.
Ma soprattutto i soldi necessari: 600 milioni di euro per il sisma del 1998 e 800 milioni di euro per il completamento delle opere per quello del 1980. Insomma, argomenti vari e complessi che hanno prodotto risultati? Sì, positivi in parte.
Positivi per la disponibilità manifestata dal Governo, negativi per la conferma di assenza di finanziamenti a disposizione. Il che tradotto in termini più semplici significa che - pura non avendo al momento soldi in cassa - il Governo si è detto pronto a valutare la situazione ed ad analizzare i diversi progetti. Dando mandato al Ministero delle Infrastrutture a valutare la situazione e riavviare i flussi. Sfruttando anche i fondi Fas. «Apprezzo molto la sensibilità istituzionale dimostrata dal sottosegretario Bertolaso - sottolinea l’assessore Loguercio - C’è una dichiarata disponibilità all’ascolto ma una certificata disponibilità ad agire limitata dall’assenza di soldi. Confidiamo nelle sollecitazioni mosse al Ministero delle Infrastrutture che dovrebbe elaborare una proposta operativa da sottoporre al Ministero dell’ Economia. Personalmente ho qualche perplessità di poter attingere come emerso ai fondi Fas perché questi si trasformano in fondi Caritas»

Antonella Inciso



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