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| L’ira di Viggianello E la Provincia attacca la Regione |
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9/03/2009 |
| Dopo l’approvazione da parte della Regione del piano di dimensionamento scolastico si moltiplicano le proteste degli scontenti. Ieri mattina a Viggianello Consiglio comunale aperto. Si protesta per la perdita della dirigenza dell’Istituto comprensivo che verrebbe accorpata a quella di Castelluccio Inferiore. Il Consiglio comunale chiede la revoca del piano, nella parte che interessa Viggianello, definendolo illegittimo. Annunciato, in proposito, anche un ricorso al Tar.
Intanto si è costituito un comitato rappresentativo che ha proclamato lo stato di agitazione dell’intera comunità, la quale già ieri pomeriggio ha tenuto un presidio davanti l’Istituto comprensivo. Il comitato chiederà anche un incontro con il presidente della Giunta regionale, l’assessore alla formazione e il presidente della IV commissione. I consiglieri comunali, inoltre, minacciano di rimettere le proprie tessere ai segretari dei rispettivi partiti di appartenenza.
In Regione, sul piano di dimensionamento delle direzioni scolastiche si è esercitata una specie di assalto alla diligenza fatto della richiesta di deroghe su deroghe preoccupate, più che di difendere scuole e diritto alle pari opportunità per gli studenti, di tutelare interessi localistici, senza un progetto complessivo. Alla Provincia di Potenza se ne rammarica, ad esempio, Gianluca Manzi, capogruppo dei Verdi in Consiglio provinciale. Si chiede «a cosa sia servito tutto il lavoro svolto dalla Provincia, se, poi, la Regione nel suo piano ha disatteso quanto previsto in precedenza dal piano provinciale?». Prima aveva espresso il proprio disappunto il presidente del Consiglio provinciale, Antonio Salicone, che ha parlato di «un colpo di spugna con cui la Regione ha cancellato il lavoro svolto dalla Provincia». Come dire: alla faccia delle deleghe (che tardano ad essere riconosciute da parte della Regione). E anche della concertazione.
Pino Perciante
La Gazzetta del Mezzogiorno |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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