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La Siritide intervista Arisa: il successo, la famiglia, l'amore e la Lucania

8/03/2009



Dal nostro inviato a Milano
Giovanni Labanca

C’è un gran daffare alla libreria Feltrinelli di piazza Piemonte a Milano. La security interna è in preda ad un’insolita frenesia,mente sui tre piani di vendita,tra dischi e libri,il consueto via vai di clienti si fa sempre più frenetico,segno evidente che tutti siano in attesa di un evento speciale, di quelli mai registrati tra i tanti che solitamente vi si susseguono con regolarità quasi giornaliera. L’evento “mediatico” di questa sera è per le 18 e 30 e non è l’arrivo di un premio nobel o di un’ attrice fresca vincitrice dell’Oscar: l’ospite tanto atteso è Arisa, la vincitrice del recente festival di San Remo, sezione “nuove proposte”. Al mio arrivo, più di un’ora prima come è mia buona abitudine, i numerosi posti a sedere sotto il palco sono già occupati,mentre cominciano a prendere posizione fotografi e cineoperatori. Per fortuna,nel settore riservato alla stampa, c’è una sedia vuota. La “occupo”con il giaccone, mentre consegno il mio bigliettino da visita ad Elena Tosi, l’addetto stampa della Warnermusic:lo legge, mi guarda, mi sorride. Ha intuito il mio desiderio e mi assicura che farà di tutto per farmela incontrare, nonostante il tempo a disposizione sia poco e la confusione vada via via crescendo. Inaspettata, tra lo stupore generale, arriva Arisa con grande anticipo sulla tabella di marcia. Partono spontanei gli applausi e altrettanto sinceri e spontanei sono i suoi sorrisi di ringraziamento. Va decisa sul palco,dove ad attenderla ci sono i due musicisti per la prova microfono e l’accordo strumenti con il mixer; giacchè c’è, canta una canzone, impartisce ordini agli addetti, saluta e dà appuntamento all’ora fissata dal programma.
Scesa dal palco, si apparta con lo staff: è il momento opportuno per incontrarla, con l’assenso e sotto lo sguardo vigile della Tosi.
Una cordiale stretta di mano,un cenno di intesa ed eccomi pronto alla chiacchierata con Rosalba Pippa di Pignola, in arte Arisa.
Sullo fondo non c’è più lo Spazio Eventi della Feltrinelli, ma una piazza che potrebbe essere quella di Terranova o della sua di Pignola,tanto cordiale è l’intesa. I convenevoli sono pochi,tanti quanto bastano per darle maggiori ragguagli su La Siritide e la sua struttura. Il suo compiacimento dell’incontro con un giornalista lucano a Milano traspare come la luce del sole dai suoi occhi “cerchiati” dagli ormai famosi e anche inopportunamente chiacchierati occhiali. Tralasciamo volutamente i dati anagrafici e quant’altro riguardo l’evolversi della sua carriera,argomenti ormai abusati e conosciuti da tutti.

- Una cosa ,però,voglio subito precisarti ,mi dice,anche per smentire una recente intervista in cui avrei ammesso,virgolettato,che io sia una bigotta. Niente di più falso. Come mi sembra ormai superato ed abbondantemente chiarito anche il dilemma, quasi amletico, che “ io ci sia o ci faccia.” Io,ripeto,io ci SONO ;non sono un personaggio costruito in laboratorio ad uso e consumo del mercato. Ho intrapreso questa “carriera” semplicemente perché,essendo abbastanza intonata ed amante della musica, come tante altre ragazze,ho trovato il coraggio e la volontà di proseguire in quella che inizialmente sembrava una impossibile avventura. Tutto mi è costato sacrifici enormi per l’impegno che il canto e la musica richiedono e l’ammissione e la frequenza della scuola di Mogol sono la migliore riprova che le carriere non si inventano e che il posto, su un qualsiasi palcoscenico, si conquista e nessuno, stai pur certo,te lo regala.

D- E tu,alla fine,tra mille aspiranti ed invidiose colleghe (sorride, ndr) sei balzata proprio sul più prestigioso, quello di San Remo, appunto. La vittoria tra le nuove leve non è stata inaspettata, tanto che ,a sentire i membri della giuria, “Sincerità”,dopo il primo ascolto, sia stata da tutti già canticchiata al bar dell’Ariston.

R- E’ vero, come è pur vero che ancora oggi, a più da una settimana dalla vittoria, non mi renda ancora conto perfettamente di quello che mi è successo. Sarà stata la mia fortuna, l’aiuto di Dio, sta di fatto che, oggi, sono diventata quasi una “diva”

D- Insomma, il successo sembra che ti abbia cambiato la vita, proprio come una sorta di Cenerentola che, addormentatasi nella placida Pignola, si sia risvegliata in un imponente castello fatato,con accanto il tuo principe azzurro.

R- Per fortuna non è un sogno ed il mio principe azzurro è proprio qui a due passi. E’ il mio Giuseppe, l’uomo della mia vita in tutti i sensi. Il nostro amore è così forte e reciproco che ha favorito anche la simbiosi tra i testi e la musica di questa ormai famosa “Sincerità” e delle altre canzoni del mio primo cd che presento a Milano. Comunque, il successo che sto ottenendo, insomma la fortuna, come spesso diciamo noi nei nostri paesi, non mi ha assolutamente cambiato la vita. Sta cambiando, piuttosto, solo il modo di vivere,perché come puoi ben intuire,una cosa è fare l’estetista a Pignola o lavorare in un famoso bar di corso Como a Milano e un’altra è avere qualche soldo in più a disposizione,per una vita,non dico più agiata,ma almeno senza troppi patemi d’animo.

D- A questo punto, all’inizio ,diciamo così, di una nuova attività più redditizia,anche se può sembrare una domanda banale e scontata,a chi vanno il tuo pensiero ed i ringraziamenti per tutto quello che è successo?

R- Ovviamente, corrono veloci alla mia cara famiglia, alle migliaia di chilometri percorsi da mio padre Antonio con il suo camion, alla mamma Assunta che, da brava casalinga e da vera donna lucana, ha saputo ben amministrare i guadagni,a volte saltuari,di mio padre per non far mancare mai niente a noi tre sorelle. Però,devo anche dirti che noi abbiamo fatto la nostra parte,ricompensando in pieno i loro sacrifici. Abbiamo capito,cioè, che quello che abbiamo avuto,non era assolutamente “dovuto” per grazie divina. Ci tengo a ringraziare, per tornare alla mia carriera,la mia cara ed indimenticabile insegnante di interpretazione, Giada Amadei, che ha capito quale fosse il mio modo di cantare e mi ha condotto con amorevole mano verso quello che,oggi,è lo stile di Arisa.

D- Per te,comunque,altri sacrifici cominciano proprio adesso,perché ti trovi catapultata in un ambiente che,prima ti esalta,poi ti sfrutta e,alla fine ti butta via.

R- Può essere che sia così,ma io ho un carattere di ferro,nonostante l’apparenza. Ho in me una forza di volontà incredibile , per cui anche le avversità che dovessero venire sono pronta ad affrontarle,perché è proprio dalle tristi vicende ed esperienze inattese che una deve essere capace di trarre lo stimolo necessario per rincorrere nuove e precise mete. Insomma,caro Giovanni,ognuno deve essere artefice,fino in fondo, del proprio destino,facendo tesoro delle esperienze passate.

D- Condivido, tanto che non posso non chiederti visto, che siamo a due passi da corso Como,com’è stata la tua esperienza milanese e, soprattutto cosa ti ha insegnato e quali segni ha lasciato nella tua persona.

R- A Milano “scappai”con il comprensibile malumore e dispiacere dei miei. Ma dovevo farlo, in un certo senso. Dopo il diploma avrei voluto laurearmi. Milano,per questo, mi è sembrato il posto giusto; poi, purtroppo e sottolineo purtroppo, non ho avuto voglia di studiare più. Però, non mi sono rinchiusa in me stessa, non mi sono abbattuta ed ho vissuto facendo più di un lavoro. Questo,in certo senso e grazie anche all’ambiente “dinamico” di Milano,mi ha aiutato a rafforzare il carattere ed a capire meglio il modo di vivere che,sinceramente,è assai diverso di quello dei nostri paeselli. E’ stata,quella milanese,un’esperienza ,tutto sommato,positiva

D- Non ti sei pentita di aver abbandonato l’università e quindi di non aver potuto “gioire” dell’insegnamento, visto che hai frequentato quello che una volta, ai miei tempi, era l’Istituto Magistrale?

R- Un rimpianto mi è rimasto;ma ormai la vita è andata così e vorrà dire che con le mie canzoni ed i testi del mio Giuseppe insegnerò cantando i valori della vita,la bellezza dell’amore e della concordia familiare,la necessità dei sacrifici, l’attaccamento alle proprie origini,alle tradizioni sane di una volta.

D- A proposito di origini, alla nostra comune Lucania, cosa manca ancora per dirsi definitivamente cresciuta e sviluppata? A me piace dire che il buon Dio,al settimo giorno, anziché riposare,abbia creato la nostra regione dandole in dote tutto il…ben di Dio, appunto:aria buona,mare e monti incantevoli, acque chiare e fresche,come direbbe il poeta, e, per giunta, anche il petrolio. Senza voler entrare in campo politico,ti senti di dare qualche suggerimento ai nostri amministratori?

R- Non penso abbiano bisogno dei miei suggerimenti. Però, se ci fosse più attenzione verso la cosa pubblica,più interesse e oculatezza nello spendere i tanti fondi che oggi arrivano,si starebbe ancora meglio,perché,sai, non è vero che da noi si viva male. Solo che siamo abituati ad aspettare sempre qualcosa che venga da qualcun altro e non mai da noi stessi. Io vedo tanti giovani,anche al mio paese,quasi rassegnati,come se il mondo finisse lì,tra le pur belle montagne. Certo che,cambiando le professionalità ed i titoli di studio, non tutti vi possono trovarvi sfogo lavorativo e, purtroppo,bisogna anche avere il coraggio di andare altrove per realizzare i propri obiettivi,altrimenti compromessi. Intendiamoci,caro Labanca, il mio non è un invito all’emigrazione,ma è un richiamo ed una esortazione ai giovani ad avere più coraggio,ad osare di più,restando, magari, anche nel paese di origine. Il mondo cambia e ,se tutti si laureano in ingegneria,per esempio,il lavoro per tutti da noi non ci può essere.

D- Sono d’accordo,cara Rosalba,se mi permetti la licenza. Comunque,tanto per rimanere proprio a Milano, tantissimi meridionali si sono affermati e,grazie alle proprie capacità,hanno ricoperto e ricoprono posti di assoluto valore in svariati campi,a dimostrazione che hanno avuto la “capa” buona e sono apprezzati.

R- Giusto e certamente ci fa onore.

Il tempo stringe e il pubblico reclama Arisa. Lei deve andare, i fans l’aspettano e la graziosa ed inflessibile addetto stampa sta per portarmela via ,ma trovo ugualmente il modo di farle un’altra domanda.

D- Arisa, hai citato tanti cantanti, ma non ho sentito fare, in nessuna occasione, il nome di Mango. Come mai?

R- Oh,mio Dio,non mi è ancora capitato di parlare del nostro più famoso e bravo artista. Inutile dirti che ho tanta ammirazione per lui,ci mancherebbe altro; è solo che, non essendo presente a San Remo, non è stato mai citato in termini di paragone. Quante cose ho da imparare dalla sua musica , dalle sue parole e dal suo modo di vivere,sia artistico che privato.

D- E’ auspicabile,in un prossimo futuro,un duetto con Mango,anche se “vocalmente” siete lontani anni luce,magari con testi scritti in collaborazione con il tuo Giuseppe che,almeno a giudicare dal primo cd, dimostra di saperci fare anche lui?

R- Sarebbe una cosa bellissima e spero proprio di incontrarlo, prima o poi. E per finire, permettimi di salutare e ringraziare, tramite La Siritide, i miei ammiratori ed in modo particolare i paesani di Pignola e tutti i corregionali , che mi hanno letteralmente commossa per l’affetto sincero che mi hanno dimostrato.

Adesso Arisa deve proprio andare, prima che il pubblico, già impaziente, diventi furioso per la lunga seppur gioiosa attesa, tanta è la voglia di abbracciare il suo nuovo idolo.
Vai Rosalba, vai Arisa verso il trionfo che ti attende; vivi questi momenti con gioia e saggezza, da donna lucana, perché sono meritati fino in fondo ed accetta, senza remore e falsa modestia, tutto quello che i tuoi sacrifici ti stanno dando;goditi questo magico momento che, te lo auguro di cuore anche a nome di tutti i lucani, non possa finire mai, specialmente se lo farai sempre e soltanto con Sincerità.
Lasiritide.it

nella foto Giovanni Labanca con Arisa



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