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| Ctr: dipendenti senza stipendio e fondi che non arrivano |
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7/03/2009 |
| Sanità con l’acqua alla gola. Questa volta la richiesta d’aiuto arriva dall’area sud, in particolare dal Centro Terapeutico Riabilitativo che ha sede a Senise ma che ha un’utenza che comprende anche parte del Lagonegrese. Qui ci sono 55 lavoratori che da ben 6 mesi non percepiscono lo stipendio perché le Asl non pagano le prestazioni effettuate dall’ottobre scorso; ci sono, inoltre, 4 unità lavorative che si occupano del trasporto dei bambini che usufruiscono dei servizi del centro e le cui retribuzioni sono a completo carico del Ctr da quasi 20 anni (senza che il Comune abbia mai richiesto una convenzione alla Regione per erogare i fondi). Che tradotto vuol dire circa 150mila euro all’anno a carico dell’azienda. I disagi e le richieste di un tavolo tecnico sono scritte in una lettera ufficiale che ora l’amministrazione del centro ha inviato alla direzione generale del Dipartimento Salute e Solidarietà Sociale di Potenza, ai sindacati e al Comune di Senise. La richiesta è, prima di tutto, che le difficoltà dell’azienda vengano considerate come in Basilicata si è finora fatto per le altre due AIAS regionali (i centri per i servizi di riabilitazione) e che il Tavolo Tecnico Regionale possa essere allargato anche al sindaco del Comune di Senise, capofila nell’ambito territoriale. Un territorio che comprende, come si è detto, Senisese e Lagonegrese. I bambini che utilizzano il servizio di trasporto sono in tutto una sessantina. L’utenza dell’ambulatorio solo per il territorio di Senise fa contare circa 80 fruitori.
“Nessuno si è mai degnato di considerare queste problematiche- spiega il direttore Angelo Rosella- nonostante i numerosi appelli rivolti alle varie amministrazioni comunali senisesi e alle altre istituzioni. Mi chiedo: se il servizio viene svolto da diverse strutture operanti nel territorio, perché l’erogazione dei fondi non viene uniformata invece di provvedere sempre a tamponare e mai a risolvere i disagi?I dipendenti pubblici devono rispettare i privati che per svolgere il loro lavoro fanno enormi sacrifici”.
Mariapaola Vergallito
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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