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| Leonardo e la Lucania: i rapporti vanno oltre la storia del ritratto |
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4/03/2009 |
| Abbiamo pubblicato, tempo fa, del ritrovamento in Lucania di un autoritratto di Leonardo da Vinci, a testimonianza della sua presenza, seppur breve, nella nostra regione.
Ma a scovare a fondo nella storia della vita di Leonardo e della città di Milano, si scopre come i contatti tra l’artista fiorentino e nostri corregionali siano stati assidui ed improntati da reciproca frequentazione, avvenuta durante il periodo, molto lungo, in cui Leonardo, al servizio degli Sforza, era impegnato nella realizzazione del famoso Cenacolo, nel refettorio della Basilica di Santa Maria delle Grazie. Ebbene, confinante con la vigna che il maestro aveva ottenuto nel contratto come parte del compenso, c’era un nobile caseggiato, denominato Casa degli Atellani (nella foto), ancora esistente e ben conservato in corso Magenta, al civico 65, proprio di fronte alla Basilica, abitato, appunto da una nobile famiglia originaria di Atella. I componenti di essa erano rispettabilissimi “amici” degli Sforza, tanto che alcuni suoi membri erano strettissimi collaboratori della casata milanese. In particolare, Lucio Scipione Atellano fu scudiero di Ludovico il Moro,Giangiacomo o Giacometto de la Tela (nome antico di Atella) fu scudiero ducale; Vincenzo de la Tela consigliere di Ludovico il Moro, Massimiliano e Francesco II Sforza.
Questi interessanti particolari sono desunti da numerosi testi storici riguardanti la casa degli Atellani ed in modo molto esauriente dalle Novelle di Matteo Bandello sulla Milano rinascimentale . Questi, essendo nipote di un monaco del convento delle Grazie e vivendo a stretto contatto con la realtà di quella zona, più volte rimarca come la Casa degli Atellani fosse punto di incontro della nobiltà meneghina. E siccome Leonardo da Vinci era ideatore di feste ed amante anche della buona cucina, si ha la certezza storica dei suoi incontri, frequenti, piacevoli e conviviali con i Signori di Atella, gli Atellani,appunto,quindi Lucani. A conferma di ciò, sul portale della casa esiste una chiarissima iscrizione in latino con la precisa citazione della permanenza e frequentazione,in quel sito, di Leonardo da Vinci.
Un’ultima annotazione,sempre tratta dalle Novelle di Bandello, una specie di diario della realtà di quei tempi: è certo che Giacometto de la Tela (di Atella) abbia “inventato” quello che poi sarebbe diventato il famoso Panettone di Milano.
Ma questa è un’altra storia e ve la racconteremo a tempo debito.
Giovanni Labanca
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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