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| Centrale a Biomassa di Teana, dibattito ieri sera a Senise |
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28/02/2009 |
| SENISE – Si è svolto ieri sera presso l’auditorium Agorà della casa canonica di Senise, un incontro dibattito sulla centrale a biomassa che dovrebbe sorgere nel comune di Teana. L’incontro, dal titolo “La Centrale a Biomassa a Teana: le ragioni del NO” è stato organizzato dal comitato spontaneo “Biomasse vediamoci chiaro”, con a capo il presidente Ada Di Sario, che si è svolto con una spiegazione tecnica tramite la proiezione di diapositive da parte del Dott. Ferdinando Laghi, direttore U.O. Medicina Interna - P.O. di Castrovillari. Molti i partecipanti, tra cui rappresentati locali di associazioni, cittadini e i sindaci di Senise e di Calvera. Il progetto, prevede la realizzazione di questo impianto nella valle del Serrapotamo a ridosso del torrente omonimo, ed in una zona di tartufi e di coltivazioni biologiche, con numerose colture agricole, come il pregiato vino “Grottino” e il peperone rosso. La centrale, dovrebbe avere una potenza di 0,5 MW, con l’approvvigionamento dalle zone limitrofi non superiore ai 40Km, con una quantità di combustibile di 70.000T/anno (200T circa al giorno) e con l’utilizzo di scarti provenienti dall’agricoltura, con il taglio di arbusti, vinacce, sansa di olive ecc.. Quella del Comitato è una richiesta di chiarimenti relativamente a quelli che sono le prospettive future dell’intero territorio. “I nostri timori – spiegano - sono dovuti alla documentazione in nostro possesso: la possibilità, come previsto per legge, che una Centrale a Biomasse bruci anche combustibile da rifiuto (CdR); il problema, non chiarito, dell’inquinamento e di dove vadano a finire le ceneri prodotte dalla centrale. Senza contare che è scelto il sito di Teana, che si trova in una zona a protezione speciale”. Ricordiamo che, il territorio in questione è in pieno Parco Nazionale del Pollino, ed a pochi chilometri dalla diga di Monte Cotugno, la più grande in terra battuta, che fornisce acqua sia potabile che per uso agricolo. “Quello che noi chiediamo – dicono i rappresentati del comitato - è di avere risposte certe e chiarimenti dimostrabili da parte degli organismi preposti e dalla Regione Basilicata, che ci dovrà dire se in deroga al piano energetico modificato, consente anche l’utilizzo del Cdr. Perché oggi per quanto ci riguarda, ogni tentativo di tranquillizzarci ci ha inquietato ancora di più. Il problema – dicono - che maggiormente inquieta i componenti del comitato è quello di una centrale che parta come centrale a biomassa e che poi venga convertita ad un vero e proprio inceneritore, che possa accogliere – concludono - rifiuti dalle regioni limitrofe”. Non ci dimentichiamo che nella vicina Campania, ci sono migliaia di ecoballe da smaltire. Naturalmente, il timore è tanto, ed è per questo che la gente ha la preoccupazione di una beffa dietro l’angolo. Il sindaco di Senise, Giuseppe Castronuovo intervenendo al dibattito dice: «Il problema dei rifiuti – afferma – è una questione di enorme gravità e non bisogna nasconderlo, anche se le nostre zone non hanno la grossa emergenza della vicina Campania, ma non bisogna per questo abbassare la guardia. Chiedo scusa – dice – se non sono intervenuto nei precedenti incontri sulla questione, ma perché ero preso da altri impegni. Ma adesso, vorrei capire se il problema della centrale di Teana è un ipotesi, oppure è già tutto avviato e si aspettano soltanto le dovute autorizzazioni. Naturalmente – continua Castronuovo – l’unico che può darci delle risposte è il sindaco di Teana, visto che dal comune dovrebbero partire le autorizzazioni alla realizzazione della centrale». Il sindaco di Calvera Libertella, intervenendo al dibattito propone di convocare tutti i sindaci interessati alla questione e di chiamare in causa il presidente della Regione Vito De Filippo, per chiarire una volta per tutte l’annosa questione. Quindi, tutti aspettano con ansia e sperano che il tutto venga risolto il prima possibile per il bene dei cittadini che vivono ed amano il loro territorio. Sperando che ancora una volta, ad andarci di mezzo, non siano i più deboli, come purtroppo spesso accade.
Claudio Sole |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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