HOMEContattiDirettoreWebTvNewsNews SportCultura ed Eventi

 

 

Fondi di coesione/2: sopravvivere allo spopolamento

27/02/2009



Non sono stati sufficienti gli incentivi, non sono serviti i servizi, non è bastata l’aggregazione. La Basilicata continua a spopolarsi. O meglio, secondo l’Istat è la regione italiana con il maggiore decremento di popolazione rispetto al 2008, pari all’1,5 per mille, su un totale di circa 590 mila residenti, tra cui circa 12 mila stranieri (il due per cento dei lucani), una maggioranza della popolazione (66 per cento) che rientra nella fascia d’età compresa tra i 15 e i 64 anni (18-39 per gli immigrati) e uno su cinque che ha più di 65 anni.
Un quadro desolante che diventa ancor più difficile se si considera che mentre in Italia si registra un aumento della popolazione, soprattutto in relazione ai movimenti migratori dall’estero, in Basilicata la differenza tra nascite e decessi nel 2008 è stato negativo (- 1,3 per cento). Il tutto a fronte di un tasso di natalità dell’8,3 per mille e a quello di mortalità del 9,6 per mille.
A vivere di più le donne (con una media di 84 anni) rispetto agli uomini (che arrivano quasi a 79), mentre ministratori e cittadini, oggi, vivere in quei paese è quasi un «inferno». Un «inferno» da cui molti sfuggono ma che molti, al contrario, vorrebbero trasformare in «paradiso». In un luogo idilliaco da conoscere ed apprezzare.
In questa direzione si inseriscono i fondi di coesione interna stanziati dalla presidente dalla Giunta regionale ai piccoli comuni lucani. Soldi destinati a 70 piccoli centri, con una popolazione inferiore ai 2500 abitanti, che potranno utilizzarli per migliorare qualitativamente e quantitativamente i servizi. Dieci milioni di euro le risorse che sono state stanziate nel bilancio di previsione 2008 per la la regione continua ad attrarre gli stranieri anche se con una percentuale ridotta del 3,9 per mille.
Insomma, una situazione complessa ed articolata che invita alla riflessione soprattutto se si tiene presente che a risentire maggiormente di tutto questo sono i piccoli comuni, croce e delizia del territorio. Una croce per i problemi che li attanagliano, una delizia per le bellezze paesaggistiche che offrono. Per ammisura A 1 del Fondo di coesione e che sono stati ripartiti tra i comuni con finanziamenti che vanno dai 148mila ai 137mila euro in base ad un indice di disagio che mette insieme diversi fattori (dalla consistenza demografica al tasso migratorio, dall’indice di vecchiaia al tasso di disoccupazione Istat).
La Giunta regionale ha, poi, previsto lo stanziamento di un milione di euro per la misura legata al mantenimento e al miglioramento quali-quantitativo dei servizi presso i comuni beneficiari, favorendo i servizi di gestione associata. In base ad una graduatoria a questi comuni sarà assegnato un contributo di 20mila euro.

• S. PAOLO ALBANESE. Non condivide il vincolo della destinazione dei soldi il primo cittadino di San Paolo Albanese, Giuseppina Puzzi (Pd). «Era meglio destinarli ad altro, a qualche servizio in più di cui abbiamo bisogno - dice - Magari a servizi socio-assistenziali fondamentali. Invece, li ho destinati ad allargare una struttura turisticoricettiva per creare posti letto. Avremmo preferito creare occupazione magari per i giovani, a servizio dei vecchi. Stiamo tentando la strada della raccolta differenza. Insomma, sarebbe stato meglio utilizzarli per altre cose».

• NOEPOLI. Critico, decisamente critico. È il giudizio del sindaco di Noepoli, Antonio Rinaldi (Pd) sui fondi di coesione. «Purtroppo ci hanno obbligato ad ultilizzarli in opere pubbliche - sottolineano - Se fossero state libere li avremmo impiegati per far lavorare i giovani nei servizi socio - assistenziali. Ora, li utilizzeremo per l’arredo urbano, per gli acquedotti a servizio delle aziende agricole. E’ indubbio che con questi soldi non si va a creare occupazione, si vanno solo a migliorare i servizi che sono sull territorio che, comunque, potevano fare con altri finanziamenti come quelli dell’acqua».

• S. MARTINO. Il giudizio del sindaco di San Martino d’Agri, Pasquale Robortella (Pd) sui fondi? Critico. «Si tratta di fondi vincolati - sottolinea - per questo utilizzeremo il 50 per cento destinati ai servizi essenziali dando possibilità di creare occupazione. L’altra parte vincolata sarà utilizzata per la manutenzione degli immobili comunali. Noi siamo un comune modello, perchè maggior parte dei giovani è occupato nei servizi. Utilizzare quei soldi in altro modo ci avrebbe fatto comodo. Destinarli ad altro era utile ed era lo spirito necessario per i piccoli comuni».

• FORENZA. Un parere positivo. È quello espresso dal sindaco di Forenza, Franco Mastrandrea (Pd). «Ho questi soldi da destinare alle opere pubbliche, mentre quelli del bilancio li ho assegnati ad opere nel sociale - sottolinea - Ad esempio a creare occupazione. Quest’anno ci siamo inventati un incentivo di 25mila euro per chi apre un’attività. L’importante è saperli usare, lamentarsi e basta non funziona più. E’ ne - cessario attivarsi»

Antonella Inciso



ALTRE NEWS

CRONACA

9/06/2026 - Controlli dei Carabinieri su 106: monitorati i flussi dei braccianti stranieri
9/06/2026 - Grano duro, anche la Basilicata in piazza a Bari con Cia
8/06/2026 - Esame di Maturità 2026: prove, calendario e nuove regole del II ciclo
8/06/2026 - Montescaglioso: sospensione idrica e chiusura scuole per guasto alla condotta

SPORT

9/06/2026 - Presentato a Roma l'Appennino Bike Tour Festival
9/06/2026 - Viggiano capitale dell’inclusione: si chiude con successo la Final Four di Coppa Italia
7/06/2026 - A Montesano lo slalom tricolore è di Miglionico. Vittoria per il pilota lucano davanti a Vinaccia e Venanzio
6/06/2026 - Il MiniBasket in Piazza approda sul lungomare di Policoro

Sommario Cronaca                                  Sommario Sport

Non con i miei soldi. Non con i nostri soldi
di don Marcello Cozzi

Parlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua



 



Agoraut - Associazione culturale di informazione territoriale - P.Iva: 01673320766 - Copyright© lasiritide.it - Webmaster: Armando Arleo