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Petrolio: più sicurezza, più benefici

25/02/2009



Il petrolio da ripensare in Basilicata. Come? Rinegoziando modalità e condizioni, rilanciando il tema della sicurezza e della tutela della salute e dell’ambiente, ridefinendo un piano di proposte e obiettivi. Il presidente della Regione, Vito De Filippo, ha tracciato ieri in Consiglio, nella sua relazione, lo scenario prossimo futuro e ha chiesto una condivisione anche da parte dell’opposizione. Si comincia dal «tavolo della trasparenza» e da un incontro con i parlamentari lucani. «Sono consapevole - ha detto il governatore lucano - che occorre riaprire un nuovo quadro contrattuale e di nuove regolazioni sul petrolio, secondo una triangolazione aggiornata tra Stato-Regione-Compagnie e in linea con i vantaggi che possono sopraggiungere dal federalismo». Un quadro che affronti anche «l’ampliamento delle royalty da versare da parte delle compagnie petrolifere, che assegni responsabilità maggiori, nuovi compiti e migliori sorveglianze su dati d’estrazione e sul monitoraggio ambientale».
SICUREZZA - In particolare, sui temi della sicurezza («non siamo stati scoperti su questo versante, ma ugualmente abbiamo voluto rilanciare operativamente») si è avviata la predisposizione di «un piano di sorveglianza sanitario della comunità», con «la definitiva e permanente strutturazione di una rete di monitoraggio e di una incalzante verifica sulla sicurezza degli impianti con la collaborazione di Arpab e Metapontum Agrobios e gli altri enti di competenza».
QUATTRO PROPOSTE - De Filippo ha illustrato quattro obiettivi da perseguire in modo prioritario: «finanziare, già dal 2011, in Basilicata la facoltà di medicina e la scuola di specializzazione in igiene ambientale e degli impianti industriali; finanziare una scuola superiore in tecnologie industriali degli idrocarburi che permetta la nascita, in regione, di giovani con competenze specifiche nel settore della componentistica energetica per formare i quadri, che serviranno per il distretto energetico, con sedi operative nel distretto energetico; aprire una trattativa sulle infrastrutture; adozione, da parte del Governo, di uno specifico provvedimento legislativo di perequazione a favore delle aree interessate dalle estrazioni». Si pensa di poter così realizzare delle «”isole energetiche” nelle quali, a fronte dei disagi connessi alle produzioni e della scarsa infrastrutturazione delle aree interessate, si possa prevedere a titolo di compensazione la possibilità, per le aziende che vi si insediano, di poter beneficiare di energia a costo più contenuto».
TRE PROGETTI - Nel contesto del nuovo programma di sviluppo per le aree di estrazioni, la Regione prevede «l’avvio, a regia centrale, di tre progetti complessi: programma di incentivazione all’insediamento di industrie produttrici di componentistica per il rinnovabile; programma per lo sviluppo delle filiere agroalimentari nei territori delle estrazioni; programma per la nascita di un attrattore turistico-culturale “valle dell’energia”».

Mimmo Sammartino
La Gazzetta del Mezzogiorno



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