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| Paesi in guerra per conservare le proprie scuole |
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25/02/2009 |
| Ridimensionamento dei distretti scolastici: il dissenso dei sindaci dei comuni «tagliati» o «riassemblati» rallenta i tempi per l’approvazione del piano regionale. Ma la vera battaglia dovrà essere giocata sul mantenimento dei plessi scolastici sul territorio.
Ne è convinto l’assessore regionale alla Formazione, Antonio Autilio, che butta acqua sul fuoco delle polemiche divampate negli ultimi giorni, dopo l’approvazione da parte della Giunta Regionale, del piano per il dimensionamento scolastico. «Innanzitutto - spiega - bisogna fare una premessa. Il piano è stato impostato secondo i parametri seguiti dalle due Province, ma non in modo pedissequo. Abbiamo cercato di mantenerci in quell’alveo, ma ci sono comunque dei comuni che vengono ridimensionati. In questo contesto, l’unico problema più serio è quello di Bella, dove viene «scorporata» una frazione, per accorparla a Ruoti. Un’operazione che ha il significato di mantenere attiva quella direzione scolastica».
Il ridimensionamento che ha suscitato tante polemiche, in ogni caso, non è che la punta di un iceberg di più vasta portata, che, al completamento della riforma, dovrà portare a sopprimere almeno altre 40 direzioni. Una prospettiva che, se queste sono le premesse, rischia di provocare una vera e propria sollevazione popolare.
«La vera battaglia che bisognerà sostenere, come Regione e come sindaci - sostiene Autilio - è quella sul mantenimento dei plessi: entro giugno andranno stabiliti i parametri per il mantenimento in vita dei plessi scolastici ed in quella occasione bisognerà combattere per garantire che la Basilicata abbia i parametri più favorevoli possibile perché le scuole non scompaiano dai territori dei vari comuni».
Intanto, comunque, bisogna fare i conti con l’approvazione del piano, che era stato già varato dalla Giunta regionale il 29 dicembre scorso, ma mai ratificato dal Consiglio Regionale. E che adesso, dopo la nuova approvazione avvenuta la settimana scorsa, sta suscitando tante polemiche, dal Vulture Melfese al Marmo-Platano, all’Alto Bradano. La Regione, comunque, non chiude le porte ad eventuali ripensamenti dell’ultima ora, che potrebbero accogliere le istanze di alcune delle comunità «insorte». «Alcune di queste sollecitazioni - commenta l’assessore Autilio - sono state fatte secondo criteri estremamente soggettivi. Bisogna guardare l’interesse generale. Ma qualche adeguamento certamente si farà. A parte il caso di Bella, le altre problematiche non sono certamente irrisolvibili. I principi che adotteremo saranno di cionsiderare le richieste non stravolgenti il piano, garantendo una equità di trattamento a tutti».
Intanto la questione tronerà alla commissione regionale competente: per lunedì prossimo è prevista una nuova audizione (anche la Provincia di Potenza, con un ordine del giorno che ha come primo firmatario, il consigliere Vincenzo Giuliano, ha chiesto di essere ascoltata).
Se in quella sede si riusciranno a comporre tutte le divergenze il piano potrà essere portato all’approvazione del Consiglio regionale già nella seduta di martedì prossimo.
Giovanna Laguardia
La Gazzetta del Mezzogiorno |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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