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Imprese alla Regione «La crisi è un alibi»

25/02/2009



«Il rischio che questa crisi diventi anche l’alibi in cui annegare limiti ed inefficienze è quanto mai concreto». Confindustria Basilicata punta il dito contro la politica. Accusa chi dovrebbe eliminare vincoli e inefficienze e non lo fa. Lo fa in modo forte, esplicito, ufficiale, con un intervento del proprio presidente, Attilio Martorano, che comparirà sul prossimo numero di «Divenire», la rivista della confederazione degli industriali lucani.
Un attacco alla politica che non ha ragioni «politiche», almeno nel senso di posizioni contrapposte. «Le imprese - spiega Martorano - farebbero volentieri a meno di continuare ad incalzare la politica e le Istituzioni tutte, se solo avessero dalla loro parte un contesto coerente con le sfide che sono chiamate a sostenere ogni giorno. Le risorse economiche non potranno mai essere l’unico mezzo con cui generare crescita e sviluppo. Abbiamo tutti bisogno di più regole e meno vincoli. Abbiamo bisogno di una politica alta, che non usi strategie di retroguardia, di contenimento, in un momento in cui ogni indecisione si paga, in cui anche solo difendersi
può significare soccombere».
Il riferimento alla politica del presidente di Confindustria sembra avere un
indirizzo chiaro: via Anzio, Regione Basilicata. Martorano non cita enti, ma il messaggio è inequivoco. «Su questo terreno - dice in riferimento alla richiesta di più regole, ma meno vincoli - la Basilicata, per via delle sue peculiarità dimensionali, non può trovare dalla sua parte alcun argomento capace di giustificare l’impossibilità di realizzare tutto questo. Se così sarà, dovremo continuare a constatare che le ragioni dell’im - presa non hanno pari dignità rispetto a quelle della politica tutta».
E alla Regione fa riferimento anche per contrasto, quando, dopo aver espresso un plauso alla decisione dei Paesi europei di partecipare con un’unica rappresentanza alla prossima riunione del G20 osserva che «in una situazione di difficoltà si è determinata una straordinaria convergenza su una necessità fondamentale: scrivere nuove regole, ampiamente condivise, che possano garantire all’Europa d’incamminarsi in un unica direzione» e aggiunge che «questo però non basta: i governi regionali dovrebbero accompagnare, e da subito, queste scelte, rimuovendo vecchi vincoli e ridisegnando regole nuove in grado di facilitare e migliorare l’accesso al mercato nelle sue implicazioni locali».
La contrapposizione, insomma, è chiara: «non possiamo commettere l’errore di aspettare il dispiegarsi delle decisioni che vengono dall’esterno. La competizione sul mercato non attende, si gioca a tutti i livelli a partire proprio da quelli legati al territorio».
La Regione, dunque, per gli industriali è un player fondamentale di quella difficile partita chiamata crisi, ma i compiti a cui è chiamata sono indipendenti dalla crisi stessa e, per certi aspetti, preesistenti a questa situazione di difficoltà.
«La risposta alla complessità di questo momento - dice Martorano - passa attraverso azioni combinate, mosse da ambiti e dimensioni territoriali diverse, e animate da un comune sentire: scrivere nuove regole e rimuovere i vincoli che, forse già prima di questa crisi, meritavano di essere cancellati dalla lista dei problemi quotidiani che le imprese, soprattutto piccole e medie, affrontano, e solo per tentare di non rimanere indietro. È questa la sfida che la politica regionale deve accettare, se intende davvero sostenere le vere ragioni dell’impresa». E Confindustria Basilicata non fa mistero di aver già posto le questioni ma senza esito. «La Basilicata economica chiede questo, con forza, e da ormai molto tempo».

Giovanni Rivelli
La Gazzetta del Mezzogiorno



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