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| I conti in tasca alla Sanità regionale 901 milioni in un anno |
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22/02/2009 |
| Crescita del finanziamento pro-capite, spesa farmaceutica «virtuosa», rapporto tra cittadini e ricoveri tra i più bassi d’Italia, emigrazione sanitaria in calo ma sempre elevata rispetto alle altre regioni (si è passati da 57 milioni di euro nel 2003 a 41 milioni nel 2007), pochi posti per la lungodegenza nonostante l’aumento vertiginoso degli anziani. Sono in estrema sintesi gli spunti che emergono dal rapporto Ceis sul sistema sanitario in Basilicata nel 2008, presentato ieri mattina nella sala Inguscio della Regione dall’assessore alla sanità, Antonio Potenza, dai coordinatori scientifici Marco Meneguzzo e Federico Spandonaro, e da Antonella D’Adamo, esperta in statistica, che ha curato il dossier con Barbara Polistena.
Altri dati messi in evidenza dal rapporto dicono che in Basilicata i livelli di mortalità «evitabile» sono inferiori alla media nazionale (le malattie dell’apparato cardiocircolatorio sono la prima causa di morte, seguite dai tumori) ma si registra una forte presenza di disabilità e di cronicità, in particolare per le donne, a cui si aggiunge un elevato tasso di invecchiamento della popolazione (78 anni la speranza di vita nel 2006, rispetto ai 75 del 1995). La Basilicata, tra il 2001 e il 2006, è al di sotto della media nazionale per i finanziamenti ricevuti (con un’asse gnazione di 1.681 euro pro capite): la spesa pubblica lucana è passata da 701 milioni di euro nel 2001 a 901 del 2007, in linea con la media italiana e dovuta, come dicevamo, all’invecchiamento della popolazione.
Analizzando le componenti della spesa sanitaria pubblica, i ricercatori distinguono la quota a gestione diretta da quella convenzionata. La spesa diretta rappresenta la quota maggiore con un valore pari, nel 2007, al 67,55% in Basilicata, al 61,20% al centro sud e al 61,94% in Italia. La voce principale è quella per il personale, che è pari al 36,72% della spesa pubblica totale e al 54,35% della spesa diretta in Basilicata, valore superiore sia alla media del centro sud che a quella italiana. Anche il dato relativo alla spesa per il personale pro-capite conferma come in Basilicata l’esborso sia superiore alla media nazionale e del centro sud (571 euro in Italia, 567 euro al centro-sud, 596 in Basilicata). Altra quota importante della spesa diretta sono i beni che assorbono in Basilicata nel 2007 il 13,85% della spesa pubblica totale (20,5% della spesa diretta), valore supreiore a quellod ella media del centro-sud (11,66% della spesa totale e 19,05% della spesa diretta) e alla media italiana.
Per quanto riguarda la spesa privata, la Basilicata registra dati lontani mille miglia da altre realtà territoriali: nel 2005 (ultimi dati disponibili) la spesa è stata di 163 milioni di euro, per un esborso pro-capite di circa 274 euro contro i 392 del centro sud e 461 della mediaitaliana.
La presentazione del rapporto «intercetta» la riforma della sanità che il governo lucano ha appena messo in piedi. Una riforma che come primo passo ha previsto il taglio delle Asl (da cinque a due). Il dossier Ceis - nato dalla collaborazione tra Dipartimento salute della Regione e Ceis (Centro di studi economici e internazionali dell’Università Tor Vergata di Roma - sottolinea che le politiche regionali «vanno nella giusta direzione per il contenimento dei costi», e in generale «danno prestigio alla Basilicata sullo scenario nazionale», anche se alcuni interventi «non hanno trovato un’adeguata risposta al ridimensionamento del personale, che rimane una voce importante».
MASSIMO BRANCATI
La Gazzetta del Mezzogiorno |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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