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Enti pubblici spreconi e pieni di consulenti esterni

22/02/2009



Tanto paga Pantalone. La pubblica amministrazione lucana si conferma di «manica larga» quando si tratta di spendere, ricorrere agli «esterni», creare organismi subordinati che spesso si sovrappongono. La Corte dei Conti di Basilicata «bacchetta» il sistema-pubblico regionale parlando di un approccio culturale che è difficile da estirpare. Il procuratore generale Michele Oricchio cita un esempio per far capire la forma mentis degli amministratori lucani (non di tutti, per fortuna): «Qualche tempo fa - dice - ho ricevuto nove raccomandate contenenti altrettante delibere del Comune di Ferrandina su debiti fuori bilancio. Il Municipio ha speso qualcosa come 50 euro. Non poteva fare un un unico plico? In questo modo avrebbe risparmiato». Ma, evidentemente, quando si tratta di soldi che non escono dalle proprie tasche tutto è «legittimo».
Quella della «spesa facile» è la vera piaga della pubblica amministrazione in Basilicata «che - sottolinea ancora Oricchio - non è soggetta a particolari picchi di criminalità. La gestione allegra, non oculata dei soldi dei contribuenti - aggiunge - si traduce in un uso eccessivo delle consulenze esterne e in una duplicazione inutile degli enti». Il riferimento è alle funzioni identiche esercitate da Metapontum Agrobios e Arpab, ma anche alla sovrapposizione di Acqua Spa ed Ente Irrigazione. «Questioni - dice Oricchio che ieri ha relazionato durante l’inaugura - zione dell’anno giudiziario della Corte dei Conti - frutto dell’eccesso di autonomia di spesa degli enti pubblici che si riverbera anche sull’assetto organizzativo». Oricchio sottolinea i casi della Regione («dove, con il personale a disposizione non si dovrebbe ricorrere alle consulenze») e
di altri ambiti che sulla scia del principio dell’autonomia stanno cadendo nello stesso errore. Occhi puntati, in particolare, sulla scuola «protagonista di eccessi, di gestioni superficiali di fondi per attività extracurriculari e gite scolastiche».
Si tratta, in generale, di spese che crescono anche a causa di una pubblica amministrazione esageratamente «frammentata»: «In Basilicata - dice Oricchio - operano ancora 12 Comunità montane, un’Autorità d’ambito territoriale ottimale, un’Azienda regionale per il diritto allo studio universitario, due Aziende territoriali per l’edilizia residenziale, un’Autorità di bacino, un Comitato per le politiche del lavoro, tre consorzi di bonifica, tre enti parco, un istituto zooprofilattico. E poi tante società partecipate. Verrebbe da pensare - continua il procuratore - che con tutti questi enti e amministratori la cura dell’interesse pubblico sia assicurata. Eppure si può dire che non v'è alcuno di essi che non sia interessato da indagini di questa procura». Le istruttorie aperte nel 2008 sono state 536. Nel 2008 erano 400.
Ma a fronte di un notevole aumento del carico di lavoro, non corrisponde un’adeguata copertura di personale che possa svolgere le indagini. I militari della Guardia di finanza assegnati alla Sezione di controllo sono diminuiti di due unità negli ultimi due anni. Quelli assegnati al drappello della Corte dei conti sono solo tre. I danni erariali segnalati nel 2008 ammontano a 587mila euro.
Oricchio fa accenno anche ad alcune inchieste svolte, a cominciare da quelle che riguardano truffe all’Unione europea e agli accertamenti su emolumenti ai dirigenti di alcuni enti. Riferimenti anche alla gestione delle royalty del petrolio, all’indebita appropriazione di beni e suoli del demanio nelle zone fluviali (la vicenda Marinagri), agli ingenti finanziamenti dei corsi di formazione professionale, agli sprechi nelle aree industriali, alle strane progressioni orizzontali e verticali nel pubblico impiego (Oricchio evidenzia procedure da verificare soprattutto all’Università di Basilicata).
Un altro particolare riferimento va alla vicenda del ponte attrezzato di Potenza (di cui riferiamo in una pagina a parte) sul cui progetto originario la magistratura contabile ha chiesto agli ex consiglieri comunali di presentare delle controdeduzioni in merito all’accusa di aver approvato il piano in breve tempo e in maniera superficiale. Un’indagine che s’intreccia con quella portata avanti dalla procura penale su cui Oricchio dice di non poter aggiungere particolari.
Il procuratore, infine, lancia un appello alla stampa sulla sensibilizzazione degli amministratori per una gestione più attenta del bene pubblico. Richiesta condivisa dal presidente dell’Ordine dei giornalisti della Basilicata, Oreste Lopomo, che conferma «l'esigenza di tornare a un giornalismo d’inchiesta per scoprire disfunzioni e sprechi».

Massimo Brancati
La Gazzetta del Mezzogiorno



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