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| Ritorna, per carnevale, Briganton a San Severino Lucano |
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21/02/2009 |
| Giochi, prodotti tipici e tanto divertimento saranno gli elementi essenziali del carnevale sanseverinese in programma domani (domenica 22 febbraio), organizzato dalla Pro loco e la parrocchia con patrocinio dell’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Francesco Fiore.
Dalle ore 15,00 si apriranno le sfilate. Ritornerà “U BRIGANTON’ e quest’anno il concorso CARATTERIZZIAMO U BRIGANTON’. Briganton’ nel gergo sanseverinese era l’appellativo rivolto ad una persona dispettosa e un po’ malandrina. Briganton’ corrispondeva ad un personaggio birbantello, furbacchione, molto vivace e ingegnoso, ma allo stesso tempo fannullone, incline a vivere di piccoli espedienti quotidiani, quali ad esempio aiuto mirato per ottenere una ricompensa in cambio, cresta sulla spesa, piccoli raggiri. Il suo vero mestiere era campare «cà pedda u lup’» naturalmente procurata non attraverso la caccia ma solo grazie al suo ingegno.Lo scorso anno, sempre attraverso un concorso è stato dato il volto al briganton, quest’anno invece si vuole caratterizzare la sua figura nelle varie attività e forme.
La partecipazione al concorso presuppone la realizzazione di un fantoccio (carro ecc.) che rappresenti il personaggio BRIGANTON’ .
Il concorso è pensato per rioni (Chianetta, Chiazzil’, Cropani, Mezzana, Mancine, Villaneto); non si esclude però la partecipazione di altri gruppi (minimo 8 persone).Ad ogni gruppo partecipante verrà corrisposto un rimborso spesa di € 80,00.
Il gruppo vincitore riceverà in premio la somma di € 300,00
I lavori saranno valutati da un’apposita giuria.
Domani, il programma prevede ritrovo alle ore 15,00 in Piazza Marconi -Raduno e sfilata per le vie del paese, Degustazione di dolci tipici e polpette, giochi a premi.Premiazione del concorso e del travestimento più originale (gruppi o maschera singola).
Martedì, 24 al centro parrocchiale, alle ore 21,00 balli in maschera e degustazione di prodotti tipici.
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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