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| Riprendono a breve le attività di formazione della Filiera dell’arte |
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19/02/2009 |
| Riprenderanno a marzo i laboratori della Filiera dell’arte, nei paesi del Pollino, quest’anno saranno gli “utenti” a decidere l’attività in cui cimentarsi. Questa è la seconda annualità del progetto che ha coinvolto i comuni di San Severino Lucano, Castelluccio Inferiore e Superiore, Latronico, Chiaromonte, Terranova del Pollino, Episcopia e Viggianello.
A San Severino Lucano i 12 partecipanti, nel 2008, hanno seguito un laboratorio di Musica etnica.
L’Obiettivo quello di orientare alla conoscenza delle origini e della storia della musica popolare e degli strumenti musicali tradizionali del proprio comune d’origine e/o della propria area territoriale; avviamento alla realizzazione e all’utilizzo degli strumenti musicali tipici. Nelle due fasi in cui è stato diviso il laboratorio gli utenti hanno imparato: Etimologia e storia della tarantulella e della musica popolare lucana, Gli antichi strumenti popolari, hanno svolto attività di ricerca musicale di brani della tradizione popolare, di storia sugli strumenti musicali tradizionali del comune e sulle sue tecniche di costruzione e di utilizzo, hanno partecipato a seminari con musicisti e sono stati avviati
alla realizzazione e uso di strumenti quali tamburello e surdullina.
Obiettivi del Progetto generale di cui è responsabile Maria Grazia Latronico, sono tra l’altro, la
Creazione di centri di aggregazione culturale per i giovani, che operino nell'ottica di formare una classe di esperti nel settore dell'animazione culturale, e che procedano all'ideazione, alla produzione, all'organizzazione e alla gestione degli eventi culturali e di spettacolo.
Il primo blocco di attività formative si è concluso con lo spettacolo “Rami di follia” a Castelluccio Inferiore che ha visto coinvolti i partecipanti ai corsi degli otto comuni.
“Una occasione, quella della filiera dell’arte, per avvicinare i giovani al mondo della cultura”, dice il sindaco di San Severino Lucano, Francesco Fiore, “un modo per esplorare la realtà, la storia e le tradizioni ma anche per far emergere giovani talenti. Talenti che potranno essere impegnati in attività di animazione per il territorio creando in tal caso anche opportunità di lavoro” |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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