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| «Subito lo sblocco degli appalti pubblici già finanziati» |
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18/02/2009 |
| Mobilitare le risorse pubbliche e usare il settore edilizio da traino per uscire dalla crisi. Questo il grido lanciato ieri durante il sit- in dei lavoratori edili e la conferenza stampa della Fillea Cgil Basilicata svoltesi a Brienza in concomitanza con altre 20 manifestazioni in tutta Italia. Quello che si chiede a Regione e Governo, sono lo sblocco immediato degli appalti pubblici già finanziati e una collaborazione trasversale tra gli enti.
«Non chiediamo risorse aggiuntive – spiega Enzo Iacovino, segretario regionale Fillea Cgil Potenza – né opere faraoniche, ma lo sblocco di quelle già finanziate. In questo momento di crisi tutte le stazioni appaltanti, dai comuni allo Stato, devono accelerare la cantierizzazione dando così una boccata d’ossigeno».
Il settore edile in Basilicata occupa il 40 per cento di quello industriale ma, secondo la Cgil, potrebbe avere un crollo del 20 per cento. Quali le soluzioni allora? «Bisogna avviare un tavolo permanente di confronto – propone Angelo Vaccaro, coordinatore regionale Fillea Cgil Basilicata – per rimuovere gli ostacoli all’avvio delle gare d’appalto e alla cantierizzazione delle opere importanti. Da una stima approssimativa, risulta che la Regione ha una disponibilità finanziaria di almeno mezzo miliardo di euro che si possono mettere in campo nel breve periodo per l’edilizia».
«La chiave – illustra Antonio Pepe, segretario generale Fillea Cgil – sta nella responsabilità della pubblica amministrazione: comuni, Provincia, Regione e Governo che se non mette a disposizione risorse finanziarie per il Mezzogiorno vanifica ogni discorso. La priorità del paese è dare prospettive occupazionali in questo settore». Chiara la scelta della location: la città burgentina è il simbolo della Tito- Brienza, una delle eterne incompiute. «La Tito-Brienza – commenta Enzo Iacovino - è un fatto emblematico: è inconcepibile che sebbene sia stata progettata negli anni Settanta non sia ancora completata ma già obsoleta».
E se si parla di un inizio lavori per giugno- settembre 2009, si dice anche che i 61 milioni di euro per realizzare il sesto lotto non siano sufficienti. «Siamo solidali all’iniziativa – dichiara Antonio Distefano, sindaco burgentino – perché è essenziale mettere in moto un’economia ferma e perché la Tito- Brienza è un nodo viario essenziale a carattere meridionale. Chiederemo per questo all’Anas di fare tra un mese qui a Brienza un incontro ufficiale per fare il punto della situazione». Ma per risolvere la crisi non servono solo le grandi opere. «Dobbiamo mettere in piedi – sostiene Michele Andriulli, segretario generale Fillea Cgil Matera – tutte le iniziative anticicliche, anche i piccoli lavori già finanziati».
La Gazzetta del Mezzogiorno |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
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