Prende di nuovo consistenza il progetto di asse trasversale tra Adriatico e Tirreno. Quella «porta del Levante» verso i mercati dell’Est ai quali guarda con grande attenzione anche la città capoluogo. Non a caso, infatti, il sindaco di Potenza, Vito Santarsiero è tra i promotori e sostenitori di un progetto di ampliamento della Potenza-Melfi, con il raddoppio, da due a quattro corsie, del tratto viario a cavallo tra la Basilicata e la Puglia e, in particolare, tra Melfi e Candela.
Un vecchio progetto, a un passo dall’appovazione, all’epoca del precedente governo Berlusconi, ma che si è poi arenato. A riprenderlo in mano, oltre al sindaco di Potenza, quelli di Melfi, Ernesto Navazio, e di Candela, Savino Saltarella, che ieri hanno presentato il progetto alla stampa.
«Consideriamo l’asse Potenza-Foggia un asse di sviluppo di fondamentale importanza, non solo per la nostra comunità, ma per l’in - tera area», ha detto il sindaco Santarsiero, lamentando «le gravissime carenze infrastrutturali sia viarie che ferroviarie». Non è possibile parlare di crescita dei territori prescindendo dal discorso dei collegamenti. L’obiet - tivo, con il raddoppio a quattro corsie, del tratto lucano che da Melfi porta a Leonessa, e del completamento di quello che da qui porta a Candela, in territorio pugliese, è di ridurre i tempi di percorrenza a 50 minuti contro l’attuale un’ora e dieci su una strada molto trafficata e pericolosa. Un progetto che interessa un tratto di circa 22 chilometri, 12 in Basilicata e una decina in Puglia, per un importo complessivo di circa 170 milioni di euro, che i tre sindaci intendono candidare attraverso le due Regioni al Por 2007-2013.
Dopo un primo incontro informale con i rappresentanti delle istituzioni regionali, Santarsiero, Navazio e Saltarella presenteranno il progetto la settimana prossima all’as - sessore alle infrastrutture Innocenzo Loguercio, per fare poi lo stesso con l’assessore pug l i e s e.
Si parte quindi dal basso, dal protagonismo dei territori, che non intendono chiudersi nei loro recinti, e «superando ostacoli ideologici e di campanile», ha ribadito il sindaco Ernesto
Navazio si muovono insieme in maniera operativa, con l’obiettivo comune di avvicinare Potenza al versante Adriatico. E così se da una parte «Melfi si candida ad essere porta della cultura in Basilicata», dall’altra è consapevole che «i mercati sono a est e che l’asse Potenza-Melfi-Foggia tocca importanti aree industriali: Tito, Potenza, San Nicola di Pietragalla, Atella, Melfi, ma anche Candela, Ascoli Satriano, Foggia». Flussi turistici e flussi economici che benficerebbero dell’abbattimento dei tempi di percorrenza della nuova strada, in un’interessante prospettiva che coinvolge l’avio superficie di Lavello e l’aeroporto di Foggia.
«Siamo fortemente determinati a spingere per il completamento della realizzazione di questa strada - ha detto il sindaco di Candela, sottolineandone l’importanza per l’area dauna -. Candela è a confine con il Melfese, con la Fiat, da una parte, e dall’altra parte, con la valle dell’Ofanto, e da entrambe ne trae beneficio». Ma già una volta la strada fu bloccata. Lo sanno i sindaci, ma sono ottimisti. «Certo - dice Navazio, ci vorranno almeno 4-5 anni per realizzarla, ma questa è stata riconosciuta anche a livello nazionale strategica». Ora sono i sindaci che partono all’attacco. E non c’è centrodestra o centrosinistra che possa fermarli.
Luigia Ierace
La Gazzetta del Mezzogiorno |