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La sospensione a Tempa Rossa "inguaia" 8 imprese e centinaia di operai

17/02/2009



Tempestive e inevitabili: sono le lettere di licenziamento che già da ieri molte imprese collegate alla vicenda della Total nella concessione per l’appalto di Tempa Rossa hanno cominciato a preparare. Sono destinate alle decine e decine di operai impiegati nei lavori e che dopo il provvedimento di sospensione di un anno della concessione, torneranno a casa. “Perché- dicono gli imprenditori- non possiamo pagare nemmeno i contributi e la cassa integrazione è un’utopia”. “In totale tra le 300 e le 400 persone- spiega Raffaele Rotondaro della Fillea-Cgil- che da oggi hanno un futuro incerto e che pagano non l’attività della magistratura, che deve fare il suo corso, ma il silenzio delle istituzioni politiche, che si dovevano attrezzare prima per garantire le imprese e soprattutto le maestranze”. “Chiederemo subito un incontro con il Prefetto e con la Regione Basilicata” conclude Rotondaro. Sospendere per un anno la concessione vuol dire, nella pratica, bloccare gli interventi e le attività collegate alla concessione stessa. Che, in altri termini, per le imprese locali significa avere una perdita economica che forse non recupereranno mai. Il bando di gara per ottenere l’appalto per Tempa Rossa è stato vinto da un’associazione temporanea di 8 imprese, tutte lucane, che fanno capo all’impresa Ferrara. Le altre sette imprese hanno una quota all’interno del consorzio che oscilla dal 18 per cento, al 4 per cento. E per capire la portata della perdita in termini di investimenti economici, basta considerare proprio le imprese “più piccole”, che hanno una quota del 4 per cento all’interno del consorzio. “Piccole”, naturalmente, si fa per dire. Una di queste, della quale non citiamo il nome, ha già pronte ben 30 lettere di licenziamento. “Siamo nei guai- spiega il titolare esasperato- e l’unico risvolto che finora ha portato questa indagine è la perdita di lavoro per gli operai e per le loro famiglie. Ed anche per chi ha investito indirettamente con le strutture ricettive sperando che nel territorio, grazie a Tempa Rossa, crescesse un indotto favorevole. Ieri è stato azzerato tutto. La concessione è stata tolta alla Total, ma il vero problema è delle imprese locali”. Piccole si fa per dire, si diceva prima. Perché l’appalto Tempa Rossa è stato l’inizio di una catena di investimenti che adesso vanno in fumo. In fumo 500mila euro, per esempio, di investimenti fatti da una singola azienda per l’acquisto dei mezzi meccanici.
“Un grave danno all’economia lucana- dice Antonio Bulfaro, titolare della Bulfaro Costruzioni, che nel consorzio ha una quota del 18 per cento- sospendere per un anno la concessione equivale a buttare al vento quasi un miliardo di euro di investimenti generali che l’indotto avrebbe potuto creare e centinaia di operai che in questo modo non hanno opportunità occupazionali. La mia azienda è l’unica del gruppo che ancora non aveva cominciato a lavorare a Tempa Rossa, ma so che gli altri miei colleghi hanno fatto grossi investimenti. I danni sono e saranno ingenti”.
Fermati i lavori, dimezzate le estrazioni: e c’è chi si chiede in che modo gli enti locali reagiranno all’eventuale perdita dei benefici previsti dalle royalty, in alcuni casi già inseriti nei bilanci.


Mariapaola Vergallito



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