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| Domani la Fillea-Cgil protesta contro le opere pubbliche infinite |
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16/02/2009 |
| “Sbloccare gli appalti per riavviare l’economia e difendere l’occupazione”. Con questo messaggio martedì 17 febbraio alle ore 10 prenderà il via l’ iniziativa regionale della Fillea - Cgil nella cittadina burgentina, con un sit – in e una conferenza stampa. Il leit – motiv è chiedere lo sblocco degli appalti dei Comuni e delle Province e un nuovo quadro di interventi concertati a livello locale. E si “parte”proprio dal capoluogo burgentino. Scelta non causale. Perché? Naturalmente per l’opera infinita della Tito – Brienza. Un infrastruttura iniziata, fortemente attesa dalla comunità regionale, ma mai completata. Ad oggi manca ancora quel tanto “richiesto” VI lotto. Sollecitato, denunciato a più riprese dalle Organizzazioni Sindacali sulla stampa locale per il paradossale stallo di un importante tratto di strada. Tanti gli incontri e convegni per tentare di capire i motivi di tanto ritardo per un opera di “collegamento diretto fra la fondovalle dell’Agri e la strada statale 95, sia perché la cantierizzazione dei lavori porterà ossigeno al settore dell’edilizia locale dando impulso alla crescita dei livelli occupazionali”.
Come nasce l’iniziativa? “C’è stato un assemblea nazionale dei quadri e delegati Fillea Cgil con conclusioni di Guglielmo Epifani al teatro nuovo di Milano, il 29 Gennaio 2009 – spiega Raffaele Rotondoro della Fillea – Cgil - Occasione in cui è stato deciso che a livello nazionale il 17 di questo mese venivano fatte delle iniziative in tutti i capoluoghi delle Regioni per sbloccare gli appalti. Abbiamo scelto proprio la cittadina burgentina per l’opera emblematica della Tito – Brienza. Opera che da anni se ne parla e non viene mai appaltata. Negli ultimi incontri – continua Rotondaro - con l’assessore Loguercio (estate 2008) aveva promesso che per fine Ottobre partiva l’appalto. Da allora non abbiamo saputo più niente. Abbiamo sollecitato un ulteriore incontro che poi è “caduto” nel dimenticatoio a causa della crisi politica regionale. Noi capiamo – sottolinea il sindacalista - che ci sono stati assetti regionali che governa, però la popolazione, ma soprattutto i lavoratori, non possono aspettare i tempi della politica perché oltre alla crisi internazionale che ci sta colpendo, la nostra Regione e la Val d’Agri da alcuni anni vivono in uno stato di disagio per opere che non vengono cantierizzate, nonostante già i progetti definitivi. Chiaramente noi facciamo appello sia ai Comuni, Province e Regione e a tutti gli altri Enti istituzionali di cantierizzate le opere che da anni si attendono. Risposte positive sul fronte occupazionale si possono avere solo con la ripresa dell’edilizia come si sta facendo in America con il neo presidente Obama. – conclude Rotondaro - che io mi auguro sia da richiamo a tutti i lavoratori e i cittadini”. “Da anni che le Organizzazioni sindacali – riferisce il segretario della Cgil Val d’Agri, Mario Fulco – sollecitano il completamento dell’opera viaria. Ci siamo battuti, nelle forme in cui è possibile battersi – evidenzia Fulco - per una organizzazione sindacale, perché finalmente si realizzasse la tanto agognata opera; ci siamo battuti perché riteniamo la Tito – Brienza una infrastruttura di fondamentale valore strategico non solo per il territorio della Val d’Agri ma per l’intera area meridionale della nostra regione; è l’elemento di vicinanza delle popolazioni della Val d’Agri e dell’area Sud a Potenza, ovvero al capoluogo di Provincia e di Regione; centro non solo economico-finanziario e lavorativo, ma anche culturale e di servizi dell’intera Regione Basilicata. Noi riteniamo – aggiunge il responsabile Cgil - che questa iniziativa sia importante per il lavoro, soprattutto, in questo momento di crisi, bisogna attivare qualsiasi forma lavorativa”. La manifestazione si svolgerà con un sit – in piazza Marconi alla presenze di tutte le categorie sindacali – regionali,provinciali e locali - della Cgil e Fillea e si concluderà con una conferenza stampa nell’aula consiliare del Comune alla presenza del Primo cittadino, Antonio Di Stefano.
Angela Pepe |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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