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| Il Comune chiude le fontane e due contrade rimangono a secco |
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14/02/2009 |
| «Non chiudete quelle fontane». A lanciare l’accorato appello sono state alcune famiglie residenti nelle contrade Foresta e Armirossi ubicate nel comune di Chiaromonte.
Da settembre scorso, infatti, l’amministrazione comunale guidata da Luigi Viola aveva chiuso i rubinetti di sei fontane lasciando a bocca asciutta le popolazioni del luogo.
E così, alquanto amareggiati dal provvedimento si sono rivolti al primo cittadino per conoscerne i motivi.
«É stata una decisione a lungo ponderata e sofferta -ha precisato il sindaco alla Gazzetta - ma non potevamo fare altrimenti. L’acqua si sa è un bene prezioso pertanto è necessario utilizzarla con giudizio. Comprendiamo le giuste lamentele dei cittadini - ha aggiunto Viola - però il nostro comune non può contenere i costi delle fontane che erogano acqua a getto continuo 24 ore su 24. Si tratta comunque di una chiusura momentanea in attesa di trovare altre soluzioni».
Nel frattempo però le fontane della discordia sono rimaste a secco per quattro mesi, facendo crescere ulteriormente il malcontento dei cittadini i quali nei giorni scorsi sono ritornati alla carica per chiedere ancora una volta al sindaco la riapertura suggerendo anche eventuali soluzioni per evitare gli sprechi.
E a quanto pare ci sono riusciti. Infatti, da qualche giorno alle fontane sono stati applicati dei rubinetti nuovi di zecca che si potranno aprire e chiudere dopo aver attinto l’acqua.
«Faccio appello al buon senso dei miei concittadini - ha Luigi Viola- affinché utilizzino l’acqua consapevolmente. In caso contrario si provvederà alla chiusura definitiva».
Egidia Bevilacqua
La Gazzetta del Mezzogiorno |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
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