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Il “tradimento della V.d’Agri” è il frutto di gravi responsabilità istituzionali

10/02/2009



Il “tradimento della Val d’Agri” è il frutto di gravi responsabilità istituzionali, come ha denunciato ieri il WWF in una conferenza stampa che si è svolta a Potenza. Il WWF ha anche annunciato l’avvio di un tavolo di confronto con l’ENI alla quale da tempo l’Associazione ha chiesto la massima trasparenza sui progetti e gli interventi in atto, sia riguardo le tematiche di tutela ambientale sia quelle di sicurezza in un’area riconosciuta come prioritaria per la conservazione della biodiversità.
“Il perimetro del parco è stato discusso metro per metro, disegnato più in funzione delle attività estrattive che non già delle esigenze di conservazione della natura e di promozione territoriale; ciò nonostante ora che questo è stato definitivamente stabilito, lo si rispetti e ci si attenga strettamente a quanto stabilito da norme e da accordi istituzionali” - ha dichiarato Gaetano Benedetto, codirettore generale del WWF Italia. Il WWF ha quindi richiamato l’attenzione su due nuove iniziative di ricerca e estrazione nell’area, la prima tesa a svolgere nuove ricerche petrolifere anche all’interno dell’istituito Parco Nazionale della Val d’Agri, la seconda volta ad effettuare attività estrattiva in tre pozzi all’interno del Parco.

“Le carte in nostro possesso in merito al permesso di ricerca ANZI” ha sostenuto Luigi Agresti, del Programma Mediterraneo del WWF Italia, “indicherebbero una palese violazione del decreto istitutivo del Parco che esplicitamente vieta all’interno dell’area protetta non solo le attività estrattive, ma anche quelle di ispezione e ricerca”.
Non sottacendo le responsabilità delle aziende petrolifere che operano nell’area, il WWF denuncia l’assenza della necessaria attenzione da parte di Ministero e Regione. “Il Ministero - ha detto Vito Mazzilli, presidente del WWF Basilicata - sapeva che con la nomina commissariale del Parco stava forzando le procedure. Dopo la bocciatura di questa da parte del TAR Basilicata ora il Ministero deve pienamente assumersi la responsabilità di supplire al vuoto che si è determinato. Dall’altro lato la Regione non può limitarsi ad un rapporto con le aziende petrolifere basato unicamente sul trasferimento ed utilizzo delle royalities che vengono riconosciute in proporzione alla quantità di petrolio estratto, ma deve garantire il pieno rispetto degli accordi assunti nell’intesa con ENI e monitorare in modo serio le ricadute ambientali, economiche e sociali delle attività petrolifere per essere in grado di gestire concretamente i processi in atto nell’area”.



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