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Fardella: pochi abitanti, troppe "incompiute"

9/02/2009



Il paese delle incompiute. È senz'altro Fardella, 800 anime appena. Delle diverse opere cominciate e mai finite se ne contano almeno una decina.
In cima alla lista svetta la casa comunale definita dai cittadini, un monumento allo spreco e alla vergogna. La mega struttura è situata nella parte alta del paese, una delle zone più panoramiche. Nel corso degli anni è stata oggetto di svariati appalti, ma nonostante i miliardi di vecchie lire investiti per portarla a termine, è praticamente inutile dal momento che non risulta adeguata sismicamente. Pertanto rischia la demolizione. E’ comunque utilizzata come deposito attrezzi comunali e nelle immediate vicinanze funge da discarica ovviamente a cielo aperto. Ogni tanto però, qualcuno da alle fiamme anche i luoghi. Il testimone passa poi al Centro Civico ubicato in un vero e proprio fosso a fianco del Municipio. Concepito dagli amministratori dell’epoca come pseudo anfiteatro, di esso rimangono quattro pilastri ed un muro costati centinaia e centinaia di milioni di lire della cui contabilità e soprattutto finalità sono sconosciute. Altro pozzo di San Patrizio nel quale si continua a buttare denaro per ristrutturazioni, adeguamenti e rifacimenti senza mai arrivare ad un’eventuale gestione è il Parco Barbattavio, noto anche come Rifugio. Dotato di campo da calcio, tennis, bocce, piccoli bungalow e casa dei pastori, è il primo parco comunale di cui si ha notizia in Basilicata. In ristrutturazione perenne con fondi sottratti alla legge ex 219/81 che altrimenti servirebbero per finanziare opere private danneggiate da eventi sismici, è la vecchia sede comunale adiacente la chiesa di Sant'Antonio. Invece, nel bel mezzo della Serra Cerrosa con splendida vista sul Pollino, un’altra opera realizzata, completata e mai utilizzata è il tiro al piattello. Da anni gli unici frequentatori sono gli animali selvatici che hanno trovato rifugio tra le attrezzature consumate ormai dalla ruggine. Altro esempio è il rifacimento della rete idrica e la raccolta delle acque sorgive per alimentare il paese. L’opera ha dato uno splendido risultato, difatti, fino allo scorso dicembre a Fardella l’acqua si razionalizzava solo per due ore al giorno. La ciliegina sulla torta è infine rappresentata dal mattatoio comunale costruito per offrire un servizio non solo a Fardella ma anche ai paesi limitrofi. Costato circa un miliardo di lire, è stato realizzato, attrezzato e mai entrato in funzione a quanto pare grazie ad una denuncia di un cittadino.

Egidia Bevilacqua
La Gazzetta del Mezzogiorno



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