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La Basilicata si sgretola, appello al Governo

2/02/2009



La terra si sbriciola per antica maledizione in Basilicata. Sul territorio lucano sono state censite 25 mila frane.
Una situazione, per la verità, che sta interessando gran parte dell'Italia. Anche per questo oggi si terrà un incontro a Roma, presso il Ministero dell'Ambiente, con i rappresentanti delle Regioni.
Come nei racconti biblici, gli anni di secca si alternano al tempo del diluvio. E mutano i volti dei danni. Ma sempre danni restano. Così sta andando anche in Basilicata.
Dopo la lunga stagione della siccità, con la minaccia di acqua da distribuire col contagocce, sono arrivati i mesi delle grandi piogge. E, al posto dell'aridità di prima, è cominciato il tempo di frane, smottamenti e alluvioni. Finalmente gli invasi sono colmi. Tutti quasi al massimo della capienza. La diga più grande, quella di Montecotugno, ha superato il massimo livello raggiunto lo scorso anno e sta avvicinandosi alla soglia 200 milioni di metri cubi d'acqua invasata che, come garantiscono gli esperti, costituisce la soglia che ci mette al riparo, sul fronte idrico, per l'intera annata.
L'ingegner Michele Vita, segretario generale dell'Autorità di bacino della Basilicata, spiega il lavoro che si sta mettendo a punto da alcuni anni: «La nostra – dice – è un'opera di monitoraggio e pianificazione del territorio per prevenire i danni e sapere come contrastare fenomeni come frane e alluvioni. A oggi sono state censite, sul territorio lucano, 25 mila frane. Inoltre abbiamo effettuato rilievi su oltre 700 chilometri lineari lungo i corsi d'acqua principali: Basento, Bradano, Sinni, Agri, Cavone, Noce. L'obiettivo è quello di individuare le aree a rischio esondazione dove si pongono, di conseguenza, precisi vincoli relativi alla destinazione d'uso. Ponendo limiti, ad esempio, sulla possibilità di effettuare determinate coltivazioni o di destinare quelle zone ad aree edificabili. Già dopo le piogge di inizio dicembre, si sono messe in movimento tre squadre che hanno monitorato i danni sul territorio. Soprattutto nella zona jonica. Un'attività di monitoraggio che prosegue ancora».
Il problema per poter ottenere risultati è legato ai finanziamenti. Il Governo nazionale ha riconosciuto l'esistenza di uno Stato di emergenza, a causa del maltempo, sull'intero territorio nazionale e ha destinato, per gli interventi necessari, un fondo di 100 milioni di euro.
«Sono risorse da utilizzare in tutta Italia – spiega Vita. - E' qualcosa ma non tanto. Infatti la Regione Basilicata rimpinguerà le risorse che ci giungeranno da Roma. Cercheremo di realizzare interventi almeno per la messa in sicurezza delle aree più dissestate».
E si spera che, anche dall'incontro romano (convocato per discutere alcuni aspetti istituzionali), possa giungere, sul piano concreto, qualche nuova apertura. Cioè qualche euro in più.


Mimmo Sammartino
La Gazzetta del Mezzogiorno



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