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| Centrale elettrica del Mercure: il Wwf chiede la revoca del parere favorevole |
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2/02/2009 |
| Il WWF torna sull’annosa questione della centrale elettrica a biomasse nella Valle del Mercure in pieno Parco nazionale del Pollino, per chiedere alla Regione Basilicata la revoca in autotutela del parere positivo di valutazione di incidenza n.1532 del 13 Ottobre 2008 rilasciato con Determina Dirigenziale dell’Ufficio Compatibilità Ambientale dell’Assessorato Ambiente della Regione Basilicata.
Come fatto rilevare anche durante la Conferenza di Servizi svoltasi il 9 gennaio scorso presso il centro per l’impiego di Cosenza per ultimare l’iter autorizzativo della Centrale e conclusasi invece con un nulla di fatto, la suddetta autorizzazione regionale, ai sensi del comma 7 del DPR 357/1997, poteva essere rilasciata solo dopo l’acquisizione del parere dell’Ente Parco Pollino, passaggio che è stato omesso dal competente ufficio.
Il WWF aveva già presentato nel mese di giugno 2008 le osservazioni allo studio di incidenza prodotto dall’ENEL in quanto la centrale ricade anche in un’area protetta ai sensi delle direttive europee (area ZPS) , rilevando che esso era piuttosto generico, senza reali approfondimenti sugli impatti della centrale sulla biodiversità dell’area al cui interno vivono numerose specie protette (la lontra, il lupo, il capovaccaio e l’aquila reale solo per citarne alcune). Soprattutto lo studio non scioglieva i nodi relativi all’approvvigionamento del combustibile richiesto per l’esercizio dell’impianto.
In realtà il WWF ha sempre sostenuto che l’eventuale realizzazione di questa centrale comporterebbe gravissimi danni irreversibili e perenni alle popolazioni animali e vegetali e agli habitat, oltre che alle componenti abiotiche quali acqua e suolo (con grave impoverimento dello stesso per sottrazione di materiale che se decomposto in loco, contribuisce fortemente alla formazione di humus e alle caratteristiche chimico – fisiche che a loro volta determinano il resto del vivente, sia esso animale o vegetale) e comprometterebbe la coerenza della Rete Natura 2000.
In virtù dell’irregolarità commessa ed al fine di scongiurare la realizzazione dell’opera, il WWF chiede alla regione Basilicata di procedere alla revoca in autotutela del provvedimento autorizzativo: la revoca di un provvedimento amministrativo è infatti un istituto giuridico previsto dal nostro ordinamento, applicabile quando ricorrano motivi di interesse pubblico. Mai, come in questo caso, l'istituto della revoca in autotutela sarebbe legittimamente applicato, in quanto adottato per tutelare un ambiente unico nel suo genere.
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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