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| Scuola lucana fra tagli, ritagli e frattaglie |
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2/02/2009 |
| Come sta la scuola in Basilicata? Al momento, la situazione è fluida e bisognerà capire quali novità si aggiungeranno agli scenari validi fino a pochi giorni fa: lo spettro dei tagli drastici con colpi particolarmente duri per i piccoli borghi (secondo l'Anci, con il vecchio schema, nei centri di montagna sarebbero a rischio eliminazione le scuole materne in 28 paesi, le elementari in 35, le medie inferiori in 45). La mediazione trovata nella Conferenza Stato-Regioni, a quanto pare, avrebbe limitato, almeno per il momento, i danni prefigurati. La cancellazione dei primi tre articoli del progetto nazionale ha ridisegnato, in modo meno drastico, lo scenario. Ora si definisce l’obiettivo economico del risparmio da perseguire nel campo della scuola (85 milioni di euro complessivamente in tutta Italia). Obiettivo da raggiungere entro l’anno scolastico 2011-2012. Ma soprattutto si afferma il principio in base al quale, qualsiasi programma di dimensionamento, debba ottenere l’approvazione delle Regioni.
IL PIANO REGIONALE - Il dimensionamento scolastico, d’altra parte, era anche il tema di cui si sarebbe dovuto discutere martedì scorso nel Consiglio regionale che, all’ultimo momento, è stato rinviato. Era l’ultimo giorno utile per la ratifica del piano che il 29 dicembre scorso l’esecutivo regionale aveva approvato mediante un atto di giunta con i poteri del Consiglio. L’atto faceva propri i piani di dimensionamento preparati dalle Province di Potenza e di Matera. Una volta approvata dalla Giunta, però, la delibera doveva essere ratificata dall’assemblea regionale entro i trenta giorni successivi. Poiché ciò non è avvenuto, la Regione Basilicata si trova, al momento, senza piano.
L’IRA DI AUTILIO - Non è soddisfatto, di questa «mancata ratifica» del Consiglio, l'assessore regionale alla cultura, Antonio Autilio che definisce «improvvida e non concertata» la decisione di «rimuovere l'argomento dall'ordine del giorno». L'assessore ha comunque riferito che «i risultati del lavoro svolto dal Dipartimento, anche alla luce del piano approvato dalla Giunta e delle osservazioni e dei rilievi pervenuti, saranno rimessi alla Direzione regionale scolastica» che potrà effettuare valutazioni e accertarne le compatibilità con le linee tracciate dal Governo. Entro febbraio, stando ai programmi.
LA SITUAZIONE IN CIFRE - Questo il quadro di riferimento: per quanto riguarda le direzioni didattiche, in Basilicata ce ne sono 33 (19 in provincia di Potenza e 14 in quella di Matera). Di queste, 25 presentano già oggi i numeri sufficienti per rimanere autonome. Altre 8 sono invece sottodimensionate (7 in provincia di Potenza e una in quella di Matera).
La situazione degli istituti comprensivi è di 76 realtà sull'intero territorio regionale: 60 in provincia di Potenza, 16 in quella di Matera. Di queste, 51 sono numericamente a posto, mentre altre 25 risultano sottodimensionate (20 in provincia di Potenza, 5 in quella di Matera).
Quanto alle scuole medie di primo grado, se ne contano 17 (9 in provincia di Potenza, 8 in quella di Matera). Cinque hanno dimensioni sufficienti, 12 sono sottodimensionate (7 in provincia di Potenza e 5 in quella di Matera).
VIA 15 DIREZIONI - Complessivamente, quindi, su 126 istituti scolastici in Basilicata (88 in provincia di Potenza, 38 in quella di Matera) 81 presentano le dimensioni richieste, altri 45 no (34 a Potenza, 11 a Matera). Con il piano approvato dalla Giunta regionale, dinanzi a queste 45 istituzioni scolastiche sottodimensionate, ne verrebbero soppresse una quindicina (10 in provincia di Potenza, 5 in quella di Matera). Le altre si salverebbero grazie a operazioni di accorpamento che aiutano a far numeri. Prima della Conferenza Stato-Regioni di mercoledì scorso, i parametri del Ministero portavano alla cancellazione di 31 direzioni entro il 2011 in Basilicata. Bisognerà vedere adesso, in base a possibili cambiamenti, quali indicazioni fornirà la Direzione scolastica regionale.
Inoltre, spiega l'assessore Autilio, abbiamo voluto affermare il principio che «tutta la Basilicata vada considerata montana, e non solo i 116 centri già definiti ufficialmente tali, perché tutta la regione risente dei collegamenti difficili, propri di un contesto di montagna».
LE DEROGHE - L'altro punto da affermare, soprattutto se si vuole difendere il merito del diritto a un'istruzione uguale su tutto il territorio nazionale, è quello di superare le beghe localistiche e di campanile. Su questo l'assessore Autilio è categorico. «Sarà necessario chiedere alcune deroghe alla gabbia dei numeri – dice Autilio. - Ma una cosa sarà difendere il diritto a garantire un istituto comprensivo in una realtà come il Sarmento, dove pur accorpando i cinque paesi dell'area (San Paolo Albanese, San Costantino Albanese, Cersosimo, Noepoli, Terranova) comunque a 300 non si arriva (si raggiunge, più o meno, quota 270. Per altre richieste sarà più complicato». Il riferimento è a una possibile deroga per una direzione autonoma a Rivello (dove non si raggiunge il minimo di 300 alunni), ad esempio, «dove ci si può collegare, senza grandi sforzi, con Trecchina e Nemoli».
MIMMO SAMMARTINO
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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