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| Anziani in una casa-pantano a Maratea |
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30/01/2009 |
| Settantaquattro anziani «in stato di abbandono» nella casa di riposo Maria Consolatrice di Maratea. Una struttura che, è proprio il caso di dirlo, fa acqua da tutte le parti: in due locali, in particolare, ci sono infiltrazioni aumentate a dismisura in questi giorni a causa delle abbondanti piogge. Nella lavanderia, inoltre, l’intonaco cade a pezzi e anche la pavimentazione si starebbe sgretolando. I problemi non finscono qui: il tetto è stato realizzato con un materiale usurato dal tempo e dall’incuria. Insomma, il quadro generale che emerge è devastante e ha convinto i carabinieri dei Nas (nucleo antisofisticazioni e sanità) ad intervenire con un’ispezione. I militari hanno rilevato carenze igienico-sanitarie e strutturali e la mancanza di alcuni requisiti di sicurezza (pare che manchi il certificato antincendio). Tre persone sono state denunciate, fra le quali un’infermiera di nazionalità estera in possesso di un titolo abilitativo non riconosciuto dall’Italia (e infatti non risulta iscritta nel collegio degli infermieri di Potenza). In sostanza, sempre secondo l’accusa, gli anziani, soprattutto quelli non autosufficienti, sarebbero stati assistiti da persone prive di necessaria competenza professionale.
Nel corso dell’ispezione sono state rinvenute cinque confezioni di farmaci ad uso esclusivo ospedaliero. Per tutte queste ragioni è scattata la denuncia di tre persone, compresa la cittadina straniera. Ma com’è possibile che un centro di accoglienza per anziani versi in queste condizioni e sia accreditato a livello regionale? L’assessore alla sanità, Antonio Potenza, spiega che la Regione «interviene sulle case per gli anziani solo nel momento dell’accreditamento. Verifichiamo - conclude - l’esistenza dei requisiti e poi la competenza passa alle Asl. Se nel frattempo si verificano problemi strutturali e quant’altro fanno bene i Nas ad intervenire».
Nata grazie alla generosità dei fondatori Giovanni Iannini e Giovannina Limongi, la casa di riposo di Maratea, dopo venti anni di vita, si avvia a chiudere. Il commissario prefettizio Luca Rotondi non dà margini di manovra: «Di fronte a questa situazione non posso fare altro che impedire l’ingresso degli ospiti. Mancano le più elementari norme igienico-sanitarie, secondo il rapporto dei Nas, e la conseguenza è scontata».
Quando pensa di chiuderla?
«Non posso farlo subito. Sarebbe impensabile. Ho dato trenta giorni di tempo per individuare una soluzione logistica alternat iva » .
Si riferisce agli anziani?
«Certo. Dobbiamo vedere dove possono andare. E occorre capire se i loro familiari sono disposti a riprenderli in casa. A volte portarli in queste strutture è una necessità, ma spesso gli anziani vengono “parche ggiati” in ospizi. Si tratta, come nel caso di Maratea, anche di persone con più di 90 anni. Mi risulta che tra gli ospiti ci sia un centenario».
Una responsabilità grande per lei dover prendere una decisione difficile che comporta, tra l’altro, cambiare radicalmente abitudini a persone anziane...
«Sul piano umano sono molto dispiaciuto, ma non c’è niente da fare. Non ci sono alternative. Tra l’altro accanto ai Nas hanno operato i medici dell’Asl di Lagonegro che hanno confermato il quadro generale, direi, allarmante».
Qual è la criticità più grave a suo parere?
«Più che la mancanza di un infermiere professionale direi l’assenza di norme di sicurezza. Tra i pericoli più tangibili il rischio di incendio».
Pino Perciante
La Gazzetta del Mezzogiorno |
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Non con i miei soldi. Non con i nostri soldidi don Marcello CozziParlare di pace in tempi di guerra è necessario, ma è tardi.
Non bisogna aspettare una guerra per parlarne. Bisogna farlo prima.
Bisogna farlo quando nessuno parla delle tante guerre dimenticate dall'Africa al Medio Oriente, quando si costruiscono mondi e società sulle logiche tiranniche di un mercato che scarta popoli interi dalla tavola dello sviluppo imbandita solo per pochi frammenti di umanità; bisogna farlo quando la “frusta del denaro”, come ...-->continua
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